di davide f. da Polisblog
Un’inchiesta della Bbc di prossima pubblicazione sulla notte alla scuola Diaz,
uno dei punti più tristi e feroci raggiunti durante il g8 di Genova del
2001, ripercorre attraverso nuove immagini gli eventi e mostra
addirittura in una foto il poliziotto che portò dentro la scuola le
molotov, ossia le prove che la polizia poi utilizzò come scusa per
l’irruzione.
Qui
trovate le immagini, con indicati in modo preciso Luperi, Mortola e il
“Naples Digos inspector”, un poliziotto in borghese che introdusse le
false prove. E’ un documento importante, e non fa altro, ad anni di
distanza, che aumentare la consapevolezza del risveglio brutale
dell’Italia davanti ad una mattanza programmata e, impunita.
Qui sta il punto, sottolineato anche da M.Calandri in Repubblica:
Fu un pestaggio cinico e bestiale, e i servitori dello
Stato preferirono raddoppiare l´orrore - aggiungendo alla carneficina
l´ingiustizia della prigione - piuttosto che ammettere le proprie
responsabilità, il fallimento. Ma d’altro canto, quella spaventosa
bugia è così chiara, solare, che persino alcuni avvocati della difesa
nella loro recente arringa la davano per scontata. Alla Diaz abbiamo
imbrogliato, embé?
Si parla di Genova, e si continuerà a farlo, perchè resta una ferita
aperta che non si rimarginerà fintanto rimarrà questo stato di cose.
Impunità, anzi promozioni per coloro che furono i veri responsabili
(insieme al governo); un esempio su tutti, De Gennaro, capo della
polizia allora e chissa perchè coccolato da tutto il Parlamento (dalla
Mussolini fino a Prodi e D’Alema) e i media, che ne fecero in modo
paradossale quasi un martire quando venne sostituito non per questi
inconfutabili motivi, ma solamente perchè era a fine mandato. Le
ipocrisie dei media italiani.
Luperi, che compare nelle foto, attualmente è direttore dell’ex
Sisde, ai vertici del ministero dell’interno e si è rifiutato di farsi
interrogare durante i processi per le violenze della Diaz. Spartaco
Mortola, l’altro poliziotto nelle immagini, all’epoca era capo della
Digos genovese e oggi questore vicario di Torino. La totale assenza di
trasparenza durante tutto il processo non può non provocare forti
interrogativi sul reale stato di salute della Polizia e della
democrazia italiana.
Una pagina tra le più tristi degli ultimi 50 anni di storia
italiana, processi compresi, che non può che aumentare la frattura
reale tra Stato e cittadini. A ricordarcelo le testimonianze di chi le
notti successive fu torturato e umiliato a Bolzaneto e non ha neanche ricevuto delle scuse. Come dire, la storia è sempre la stessa e l’Italia ci ricade puntialmente.
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