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Postato da Francesco
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domenica 25 dicembre 2005 |
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Agricoltura
L’Unione europea riesce a guadagnare altri tre anni di tempo prima di porre fine alla pratica di finanziare i produttori agricoli permettono loro di esportare a prezzi inferiori ai costi di produzione. La fine di questa tipologia di sussidi era stata già concordata a Ginevra nel 2004, mancava solo la data e questa data sembrava essere il 2010; fa effetto ricordare che proprio Pascal Lamy, quando era commissario al commercio, nel corso di una mini-ministeriale svoltasi in Canada nel XXXX, si era alzato dal tavolo visibilmente contrariato, affermando che prima del 2013 non se ne parlava di cancellare i sussidi all’esportazione. Così sarà.
Ma non basta, va ricordato che oggi il dumping è originato in gran parte non da questo tipo di sussidio che l’UE sta mandando in soffitta da qualche anno, ma dai pagamenti diretti, quelli che il WTO classifica nella scatola verde, che godono di totale esenzione da ogni vincolo di limitazione! E per finire va specificato che la data del 2013 “sarà confermata solo dopo il completamento delle modalità”, il che significa che si tratta di un impegno ancora da confermare, se tutto il resto del negoziato andrà bene.
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Rob Portman, capo negoziatore statunitense |
Cotone
Sono due i punti concordati:
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la fine dei relativi sussidi all’esportazione nel corso del 2006;
- il conferimento di accesso duty-free al cotone esportato dai paesi meno sviluppati.
Perché è un misero accordo?
Perché non risolve il problema. I Paesi africani chiedevano la fine dei sussidi americani, che sono sussidi domestici, tant’è che il terzo punto della soluzione riconosceva che dovevano essere ridotti proprio questi sussidi, ma è rimasto fra parentesi quadre, cioè fra le parti non concordate.
NAMA (prodotti industriali)
Viene adottata la formula svizzera, quella più efficace nel tagliare i dazi più elevati. E’ utile ricordare che i paesi non industrializzati hanno bisogno di dazi per far crescere le proprie industrie, si tratta di una pratica ben conosciuta in economia, di cui nessun paese industrializzato ha fatto meno.
Servizi
Adottato lo specifico allegato che stabilisce il calendario dei negoziati e l’avvio di negoziati plurilaterali, approccio che integrerà l’usuale pratica delle richieste/offerte sinora applicata.
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Celso Amorim, Brasile, per lui l’accordo è un buon risultato e ridona credibilità al WTO. |
Aiuti
Niente. Sul palco di Hong Kong, Mandelson, Portman e soci hanno promesso valanghe di soldi, ma alla fine nel testo ufficiale c’è scritto solo che si invita il direttore generale a creare una task force per “fornire raccomandazioni su come rendere operativo l’Aid for Trade”! Per i paesi poveri c’è davvero da leccarsi i baffi!
Trattamento speciale e differenziato
I Paesi meno sviluppati portano a casa il tanto atteso accordo perché i paesi industrializzati concedano loro libero accesso ai loro mercati, cioè senza dazi e zero quote. Ma è una concessione minima poiché non riguarderà tutti i prodotti e l’esenzione del 3% delle linee tariffarie (l’UE ne ha più di duemila) permetterà ai paesi occidentali, come già fanno ora, di esentare i prodotti di cui temono la concorrenza.
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