nov
27
2008
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Postato da Redazione
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giovedì 27 novembre 2008 |
di Luca Mazzucato da Altrenotizie
New York. Dei settecento miliardi di dollari consegnati i primi di
ottobre da un Congresso sotto shock al Segretario del Tesoro, Henry Paulson, ex
capo di Goldman Sachs, trecento ne sono già stati spesi a completa discrezione
di Paulson; ma dove sono finiti? Quel che è certo è che gli azionisti delle
banche di affari stanno brindando a caviale e champagne, sul ponte del Titanic.
Il Tesoro, insieme ad Obama, salva l'ennesima Citigroup, paventando un conflitto
d'interessi per la nuova amministrazione democratica, mentre Bloomberg
News scopre che la Federal Reserve, la cassaforte americana, ha elargito
segretamente due trilioni di dollari in prestiti, prima del piano di
salvataggio. La Fed non scuce dettagli, ma i giornalisti gli fanno causa. Era la
fine di settembre. Al primo tentativo di salvataggio, Bush pretese che il
Congresso mettesse il timbro su una striminzita paginetta, un assegno in bianco
senza garanzie e senza supervisione, per spendere settecento miliardi di dollari
a discrezione del Tesoro.
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Leggi tutto... [USA: dove sono finiti i soldi del piano di salvataggio?]
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nov
23
2007
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Postato da Redazione
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venerdì 23 novembre 2007 |
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Ogni nazione in questa mappa è rappresentata in
scala in proporzione alle quantità di petrolio possedute. I colori,
invece, rappresentano l’uso medio dell’oro nero in ogni nazione. Ad
esempio: gli Stati Uniti possiedono appena il 2% di tutte le scorte di
petrolio ancora disponibili sul Pianeta, ma ne utilizzano ogni giorno
20 milioni di barili.
La maggiore riserva di oro nero si trova in Arabia
Saudita, che detiene il 22,3% di tutte le scorte mondiali. Seguono
l’Iran a quota 11,2% e l’Iraq a quota 9,7%. La distribuzione del
petrolio sul nostro Pianeta è un ottimo elemento per analizzare, e
giudicare, le scelte geopolitiche di coloro che ci governano.
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nov
16
2007
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Postato da Redazione
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venerdì 16 novembre 2007 |
 Conti in tasca alle famiglie: la Finanziaria approvata dal Senato porta una serie di sconti e agevolazioni.
A parte le misure di maggiore
impatto (sconto sull'Ici e sugli affitti), la manovra è costellata
anche di piccole norme che dovrebbero aiutare a sostenere i budget
familiari.
Piccoli aiuti, per lo più (gli sgravi non superano mai un
certo tetto), che messi insieme però potrebbero avere un loro peso.
Novità di rilievo arrivano per la maternità in caso di adozioni o di
figli in affidamento: il congedo parentale obbligatorio sarà in ogni
caso di cinque mesi, esattamente come già prevede la normativa per i
figli naturali.
Tra le misure pro-famiglia ci sono le 'classiche'
detrazioni dall'Irpef ma anche misure innovative come la promozione
presso gli esercizi commerciali - a dire il vero ancora tutta da
studiare - di 'panieri-convenienza' per i prodotti alimentari per
consentire alle famiglie di fare la spesa nonostante il caro-prezzi.
Caccia dunque a sconti e agevolazioni nei 97 articoli alla Finanziaria.
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Leggi tutto... [La Legge Finanziaria del 2008]
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nov
16
2007
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Postato da Sebastiano Provenzano
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venerdì 16 novembre 2007 |
Il complesso e frenito divenire dei mercati ci proietta in un nuovo contesto, cui margine dall'irreale coincide con la misura degli intangibles nel nostro sistema economico.
Il complesso evolversi dei mercati , il frenetico sviluppo di nuove mode e di stili di vita, l’avvento di tecnologie rivoluzionarie e l’abbattimento delle frontiere informative : sono solo alcune delle cause che pongono un delicato quesito che coinvolge ciascuno: esiste il rischio che la nozione di valore e le sue determinanti siano ormai obsolete?
Una cosa è certa: qualcosa è cambiato. A partire dai mercati, sulla strada della concentrazione e della globalizzazione, dall’accesso e ricorso al credito per finanziare perfino i consumi, fino ai gusti, che dettano priorità, ma non rinunciano allo status symbol .
Le distanze si accorciano: il mondo è più piccolo, più piatto ed è l’inglese a sostituirsi alle altre lingue al quale cede anche l’italiano più quotidiano; allorchè il vecchio parrucchiere diventa il nostro “hair stylist”, l’autista il nostro “driver”, la commessa la nostra “shop assistant”.
di Sebastiano Provenzano
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nov
12
2007
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Postato da Redazione
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lunedì 12 novembre 2007 |
Il dollaro debole
è la conseguenza della lunga serie di deficit di bilancia dei pagamenti
accumulata dagli Stati Uniti in passato. Già nel 2000, importanti
economisti come Obstfeld and Rogoff avevano indicato la necessità di
una svalutazione del dollaro nell’ordine del 35-50 per cento su base
multilaterale. (1) Dal suo picco nel 2002 a ottobre
2007, su base multilaterale, il dollaro è sceso di circa il 28 per
cento in termini nominali e del 25 per cento in termini reali.
Potevamo
aspettarci questo deprezzamento reale del dollaro e, più importante, in
che misura la caduta del dollaro sarà accompagnata da un riallineamento
complessivo delle valute asiatiche, presumibilmente alleggerendo la
pressione sull’euro? Sono domande importanti, e tuttavia il forte
interesse per le previsioni sui tassi di cambio (per inciso, forse una
ricerca senza speranza) non dovrebbe far dimenticare la necessità di
comprendere i meccanismi specifici attraverso i quali
il deprezzamento reale del dollaro diviene un passo essenziale verso un
aggiustamento a livello mondiale. Dopo tutto, è questo meccanismo che
plasmerà le prospettive macroeconomiche dei prossimi anni.
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Leggi tutto... [Dollaro, anatomia di un deprezzamento]
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