Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri
Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri, con
riferimento alle informazioni che già vengono diffuse sui contenuti della
prossima manovra finanziaria 2006, sento il dovere di avvisarLa di quanto
segue.
Premesso che sono perfettamente consapevole che le cose di cui ora scriverò
Lei le conosce già molto bene, intendo principalmente informarLa del fatto che
le stesse sono conosciute altrettanto bene, oltre che dal sottoscritto, da un
ampio numero di cittadini, in continua crescita.
fonte:masternewmedia.org
Nel DPEF 2005-2008, a pagina 25 relativamente all'anno 2003,
si riporta che il "saldo primario" dello Stato ammonta ad un attivo di 34
miliardi e 459 milioni di Euro.
Sempre e solo per lo stesso anno gli "interessi passivi" contabilizzati
ammontano a 69 miliardi e 291 milioni di Euro.
Contabilmente parlando lo Stato ha accettato un "indebitamento netto" pari a
34 miliardi e 832 milioni di Euro (69.291 ml* - 34.459 ml* = 34.832 ml*).
Ora, sapendo che:
- a quando sono stati annullati gli accordi di Bretton Woods (decisione
unilateralmente presa dagli USA e annunciata al mondo intero da Nixon il 15
agosto 1971), non esiste più alcuna carta-moneta, compreso l'Euro,
rappresentativa di una qualsivoglia riserva di valore né tantomeno dell'oro:
- la Banca Centrale privata fabbrica materialmente il simbolo monetario
costituito dalla carta-moneta, stampandola o producendone il suo equivalente
elettronico;
- la carta-moneta (e a maggior ragione quella scritturale bancaria) di
conseguenza "costa" alla Banca Centrale privata emittente i soli costi
tipografici e/o gestionali, e MAI IL VALORE NOMINALE impresso sulla stessa;
- la Banca Centrale Europea gestisce la contabilità come se all'atto
dell'emissione fosse proprietaria del valore monetario, quando invece è stato
dimostrato scientificamente che il valore monetario viene prodotto non già dalla
Banca Centrale ma bensì dai cittadini, i quali, accettando il simbolo monetario,
creato per convenzione e di costo nullo, ne inducono il valore ogniqualvolta lo
usano come strumento per misurare il valore del lavoro e dei beni ceduti in
cambio di esso;
- la proprietà di un bene appartiene a chi lo produce;
risulta chiaro che la proprietà della moneta all'atto dell'emissione
spetta a ciascun cittadino italiano, per cui il debito che lo Stato si "sente"
obbligato a pagare al sistema Bancario Centrale non ha alcuna motivazione
d'esistere
In conclusione non è giustificabile che a causa di un artificio
contabile, nato dall'errata ipotesi che sia la Banca Centrale privata (BCE
S.p.A) la proprietaria del valore monetario al momento dell'emissione, si lasci
che essa continui ad emettere carta-moneta nella Repubblica Italiana,
prestandola alla Nazione per il valore facciale trascurando completamente
che invece è il Popolo Italiano ad esserne il legittimo proprietario.
La paradossale conseguenza dell'attuale modo di procedere è che ogni
cittadino italiano, piuttosto che ricevere indietro la sua quota di Saldo
Primario (circa 800 */italiano), si ritrova invece a pagare tasse sul reddito in
media per 650 * annui venendo in questo modo ingiustificatamente impoverito
mediamente di almeno 1450 */anno, ad esclusivo vantaggio degli azionisti privati
della Banca Centrale!
Onorevole Presidente del Consiglio, quando si parla di conti pubblici
disastrati Lei sa bene che prima di tagliare le spese o incrementare le tasse,
E' LEGITTIMO PER LO STATO interrompere il trasferimento di soldi pubblici verso
la Banca Centrale, trasferimenti pseudo-giustificati dalla voce contabile
"interessi passivi" inserita nel bilancio dello Stato.
Non fare questo, consapevolmente, significa compiere un atto di alto
tradimento nei confronti della Costituzione Italiana e prima ancora
nei confronti del Popolo Italiano. Che il suo cuore Le apra la mente.
P.S. I Valori espressi sono da intendersi S.E&O. e, comunque,
suscettibili di rettifiche e completamento in funzione di analisi di competenza
e leggibilità dei Dati esposti dalla Fonte.
fonte:masternewmedia.org
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