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Postato da Redazione
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giovedì 27 novembre 2008 |
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di Massimo Mazzucco da Luogocomune
Dopo aver resistito molto più a lungo del previsto Musharraf,
il pupazzo di Washington, è miseramente crollato. Uccidere la Buttho non solo
non è servito a niente, ma ha casomai accelerato il processo di rigetto del
popolo pakistano verso gli americani.
Ovviamente, il nuovo presidente del
Pakistan ha già detto chiaramente che gli americani fra i piedi non li
vorrà.
Ovviamente, agli americani la cosa non ha fatto piacere.
Ovviamente salta fuori dal nulla, in India, un nuovo gruppo terroristico
mai sentito prima, che è in grado di coordinare otto attentati nello stesso
momento, e mettere in scacco un’intera città. (Nemmeno i servizi segreti del
Madagascar permetterebbero ad un gruppo del genere di crescergli sotto il naso
senza accorgersi della loro presenza).
Ovviamente, il gruppo terroristico
si dimentica di far conoscere i motivi del proprio gesto (abitudine ormai
consolidata, peraltro, in tutto il "terrorismo mondiale"), ma si premura di far
sapere al mondo che loro si chiamano Daccan Muhjaddin. Siamo nel mondo delle
apparenze, e in quel mondo l'unica cosa che conta è l'etichetta.
Ovviamente, i Muhjaddin sono equiparabili ai Talebani. E i Talebani sono
equiparabili ad Al-Queda.
Ovviamente, il Pakistan “da tempo non riesce ad
acchiappare i Talebani-di-Al-Queda, che hanno costruito il loro santuario nelle
montagne lungo il confine con l’Afghanistan”.
Ovviamente, bisognerà
intervenire al più presto presso il Pakistan, ...
... perchè la smetta di
dare rifugio ai terroristi, e torni al più presto sotto l’ombrello di
Washington.
Ovviamente, conviene farlo prima che Obama salga al potere,
in modo da consegnargli questa patata bollente che sarà obbligato in qualche
modo a cucinare.
Se non fosse per i poveracci che sono morti, questa
degli attentati in India sembra quasi – paradossalmente - una
non-notizia.
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