C'è un dibattito che infuria all'interno dell'amministrazione Bush,
dell'espertocrazia e della blogosfera: se sia o no il momento di bombardare
l'Iran. Mentre questa conversazione spaventa i bambini (ed altra gente sensata),
la maggior parte dell'attenzione si concentra su
(1) se il Presidente...
Oh, scusatemi... Il Vice Presidente Cheney sia davvero abbastanza pazzo
estremista da farlo, e
(2) se qualcun altro in America (militari
compresi) obbedirebbe a quest'idea.
Ma non si sta prestando abbastanza
attenzione a cosa accadrà dopo che avremo fatto piovere morte dal cielo giù
sull'Iran. Il che è una vergogna, perché è ciò che abbiamo ignorato durante
l'escalation verso la guerra con l'Iraq. E tutti sappiamo come è andata a
finire.
Immaginiamo, per il piacere della discussione, che gli Stati Uniti
effettivamente vadano avanti e bombardino l'Iran. Ci sono naturalmente molti
differenti scenari in grado di portare a questo punto - "un'operazione false
flag" (pensate all'incidente nel Golfo del Tonkino); prigionieri militari
iraniani che gli Stati Uniti giurano stessero uccidendo Americani in Iraq e che
vengono fatti sfilare davanti alle telecamere; provocare la Marina iraniana e
giurare che eravamo in acque internazionali e non in acque iraniane - ci sono
molti modi per creare l'occasione per la guerra davanti agli occhi del mondo,
per cui non è molto produttivo preoccuparsi di quale metodo adottare. Ma
immaginiamo che Gorge Bush presenti una qual forma di casus belli al mondo, cui
segue immediatamente l'esercito degli Stati Uniti che fa cadere bombe e missili
da crociera sull'Iran.
Ora l'effettivo metodo dell'attacco (in contrasto
con la logica) può influenzare gli eventi successivi, così vale la pena
suddividere le possibilità. Il vecchio piano era di distruggere sia i siti
nucleari iraniani che abbastanza infrastrutture cosicché agli iraniani
occorressero anni per riuscire a ricostruirli (bombardando tutti i siti militari
e le installazioni radar che vediamo lungo la strada, naturalmente). Il nuovo
piano (secondo Seymour Hersh nel suo nuovo
esplosivo articolo sul New Yorker) è di eliminare la Guardia
Rivoluzionaria (ed ignorare i siti nucleari), soltanto come serrata rappresaglia
che segue il coinvolgimento iraniano in Iraq (bombardando però tutte le
installazioni radar che vediamo lungo la strada, naturalmente).
Abbondano voci che Israele stia anche pensando seriamente di eliminare i
siti nucleari iraniani. Forse ciò che si prevede è una combinazione delle due
cose? Un'incursione americana che convenientemente abbatte la rete iraniana di
radar renderebbe molto allettante per i jet israeliani l'opportunità di usare
una tale copertura per realizzare il loro principale obiettivo, sembrerebbe.
Questa è tutta pura speculazione da parte mia, devo ammetterlo. Se la
nostra giustificazione per il bombardamento è "l'inseguimento serrato" o se è di
rimandare indietro di un decennio il progresso nucleare iraniano non importerà
un bel niente a chiunque sia sotto le bombe mentre cadono. Ma può importare per
il tipo di risposta che darà l'Iran.
Il pensiero neocon: "Ci
accoglieranno con i fiori, II"
Finora, alla risposta iraniana si è
apparentemente applicato il think-tank neoconservatore "gli Iracheni ci
accoglieranno con i fiori" che suona così altrettanto pericoloso ed ingannevole.
Il loro argomento di base è che gli iraniani vedranno gli errori dei loro
comportamenti (dopo che li bombardiamo), sbattendo fuori i Mullah da Teheran e
pregheranno in ginocchio il perdono degli Stati Uniti. O che saranno
semplicemente troppo spaventati dalla nostra potenza militare ("Shock And Awe
II" potremmo chiamarla) per reagire in qualsiasi modo, perché avrebbero il
terrore di perdere una guerra contro di noi.
Che ciò sia scisso sia
dalla realtà che dalla storia degli Stati Uniti e dell'Iran dei 60 scorsi anni o
circa, sembra sfuggire ai fautori di questa opinione. Ma in ogni caso hanno già
convinto una volta la Casa Bianca di Bush della bontà della linea del "Ci
accoglieranno come liberatori, con i fiori", così non c'è garanzia che non
funzioni una seconda volta.
Ecco alcune agghiaccianti affermazioni
dall'articolo di Hersh a proposito del "Cosa accadrà dopo?", dopo che le bombe
avranno smesso di cadere.
"Stanno spostando tutti alla
scrivania dell'Iran," ha recentemente detto un funzionario della C.I.A. in
pensione. "Stanno coinvolgendo un sacco di analisti e si stanno accanendo su
tutto. È proprio come la primavera del 2002" - i mesi prima dell'invasione
dell'Iraq, quando il Gruppo per le Operazioni Iracheno si era trasformato nel
più importante all'interno dell'Agenzia. Ha aggiunto: "I ragazzi che stanno
guidando ora il programma iraniano hanno una limitata esperienza diretta con
l'Iran. In caso di un attacco, come reagiranno gli iraniani? Reagiranno e
l'amministrazione non ha pensato a tutte le possibilità".
Quell'argomento è stato ripreso da Zbigniew Brzezinski, l'ex consigliere
per la Sicurezza Nazionale, che ha detto di aver sentito discussioni sui
programmi della Casa Bianca per un bombardamento limitato dell'Iran. Brzezinski
ha detto che l'Iran probabilmente reagirebbe ad un attacco americano
"intensificando il conflitto in Iraq ed anche in Afghanistan, i loro vicini, e
che potrebbe coinvolgere il Pakistan. Saremo bloccati in una guerra regionale
per venti anni".
Un diplomatico europeo di alto grado, che lavora a
stretto contatto con l'intelligence americana, mi ha detto che ci sono prove che
l'Iran si stia preparando massicciamente per un bombardamento americano.
"Sappiamo che gli iraniani stanno rinforzando le loro capacità di difesa aerea",
ha detto, "e crediamo che reagiranno asimmetricamente - colpendo obiettivi in
Europa ed in America Latina." Ci sono inoltre specifiche informazioni di
intelligence che suggeriscono che l'Iran sarà aiutato in questi attacchi da
Hezbollah. "Hezbollah ne è capace e lo possono fare", ha detto il
diplomatico.
L'articolo cita un "funzionario europeo di grado
elevato" non specificato (molto probabilmente Britannico) che ha bevuto dosi
ingenti di Kool-Aid [nota bevanda analcolica, ndt] dei neocon:
Il funzionario europeo ha
continuato: "Un importante attacco aereo contro l'Iran potrebbe davvero portare
ad un far quadrato attorno alla bandiera, ma un prendere di mira con molta
attenzione i campi di addestramento dei terroristi potrebbe evitarlo." Il suo
punto di vista, ha detto, era che "una volta che gli iraniani si ritrovano il
naso sanguinante, riconsiderano le cose". Ad esempio, Ali Akbar Rafsanjani ed
Ali Larijani, due delle figure politiche più influenti in Iran, "potrebbero
andare dal Capo Supremo e dire, 'la politica della linea dura ci ha portato a
questo casino. Dobbiamo cambiare il nostro metodo per il bene del regime.' "
Ciò è rigettato da un'affermazione di un non specificato "ex
funzionario di alto grado dell'intelligence americana":
"Pensate che quei matti a
Teheran andranno dicendo, 'Lo Zio Sam è qui! Faremmo meglio a ritirarci'? " ha
affermato l'ex funzionario d'alto grado dell'intelligence. "La realtà è che un
attacco che renderà le cose dieci volte più calde."
Simuliamo la
risposta iraniana
Gli iraniani hanno missili. Inoltre hanno in tutto
il mondo un'oscura rete terroristica che, secondo tutti i resoconti, è
abbastanza efficace e mortale. E la geografia ha dato all'Iran un collo di
bottiglia che potrebbe tagliare approssimativamente il 20% delle forniture di
petrolio mondiali. Unite tutto ciò ed avete una gamma abbastanza ampia di
opzioni che gli iraniani possono prendere. Supponiamo che le usino con una scala
crescente, con risposte proporzionali degli Stati Uniti.
La primissima
cosa che gli iraniani farebbero è bombardare gli accampamenti MEK in Iraq. Ciò
sarebbe un livello di "ritorsione" e potrebbero farne un buon caso davanti al
mondo per il loro comportamento. Il MEK ("Mujahedeen-e-Khalq") è un gruppo
iraniano dissidente che sta provando a rovesciare il governo iraniano da
parecchio tempo. Erano soliti operare dall'Iraq di Saddam, con incursioni oltre
la frontiera dell'Iran. Quando abbiamo invaso abbiamo istituzionalizzato una
specie di impasse con loro - abbiamo accettato la loro resa, detto loro che
avremmo protetto la sicurezza dei loro accampamenti, ma gli abbiamo permesso di
rimanere. L'unico problema è che sono un
gruppo terrorista. Che stiamo proteggendo con l'esercito americano.
Potete vedere facilmente il parallelo con ciò che affermiamo stia
facendo l'Iran - sostenere all'interno del loro territorio gruppi fuorilegge che
attraversano il confine e compiono azioni terroristiche. Che è il motivo per cui
loro sarebbero l'obiettivo numero uno per la rappresaglia iraniana se usassimo
la spiegazione razionale dell' "inseguimento serrato". L'Iran affermerebbe
fortemente l'ipocrisia americana e tenterebbe di convincere il mondo della
giustezza delle loro azioni. Potrebbero persino riuscirci.
Se l'America
continuasse ad attaccare l'Iran le opzioni diventerebbero molto più rapidamente
buie. I missili iraniani possono iniziare a prendere furiosamente di mira la
Zona Verde di Bagdad. Possono cominciare a prendere di mira tutte quelle basi
USA sparse a casaccio nel deserto Iracheno. Ricordate la guerra del Kuwait con
Saddam? L'America continuava a dire "Oh, ci siamo presi cura di tutti i missili
di Saddam" mentre continuavano a piovere SCUD, a dimostrare il contrario.
Immaginate che quello scenario provenga dall'Iran.
L'Iran può anche
sguinzagliare i terroristi che sponsorizza. Hezbollah, in particolare, può
iniziare spettacolari attacchi terroristici in Europa. In teoria potrebbero
persino (a differenza dello spauracchio di Bush di "Al Qaeda in Mesopotamia")
attaccare con successo il territorio degli Stati Uniti. Così non solo piovono
missili sulla Zona Verde, ma centri commerciali e stazioni dei treni e centrali
elettriche vengono fatte saltare in tutta Europa e negli USA, o (non riuscendo a
raggiungere l'America) le ambasciate USA in tutto il mondo.
Ma questi
scenari da incubo non sono l'arma peggiore. La vera leva dell'Iran viene dal
sedere in cima agli Stretti di Hormuz (alcuni usano Stretto di Hormuz al
singolare). Guardate una sua mappa su
Wikipedia e noterete che l'Iran circonda questo stretto collo di bottiglia su
tre lati. Il 20 % del petrolio mondiale si muove attraverso questi stretti ogni
giorno, sulle superpetroliere. Immaginate le mine, le torpedini ed i missili
iraniani che se la prendono qui con le petroliere. Dovrebbero semplicemente
eliminarne con successo una, o forse due, per dimostrare che potrebbero farlo
ogni volta che lo ritengono opportuno.

Lo
Stretto di Hormuz
] Ciò che accadrebbe dopo il primo di questi
attacchi riusciti sarebbe che il petrolio verrebbe scambiato ad altezze
astronomiche: 150 - 200 dollari al barile. O approssimativamente due - tre volte
ciò che è stato scambiato durante la guerra in Iraq. Da sei a nove dollari al
gallone al vostro distributore.
Se ciò andasse avanti per un breve
periodo, potrebbe causare una recessione devastante nell'economia americana. Se
andasse avanti per un lungo periodo, potrebbe causare una depressione economica
mondiale.
Se l'economia americana si sbriciola, diventerà sempre più
duro trovare i soldi per continuare tre guerre allo stesso tempo. Ricordate,
abbiamo essenzialmente mandato in bancarotta l'Unione Sovietica nella corsa agli
armamenti. Sarebbe molto ironico se accadesse a noi, poiché sarebbe quasi
impossibile riversare la stessa quantità di denaro che abbiamo già investito in
Medio Oriente se la nostra economia fosse in ginocchio.
E in realtà,
alla fine a cosa porterebbe l'escalation militare americana di una guerra con
l'Iran? Una leva obbligatoria qui a casa, per esempio, poiché l'esercito non
riuscirebbe a sostenere da solo un'invasione di terra al suo attuale livello di
soldati. O potremmo intensificare il bombardamento ad un livello mai visto fin
dal Vietnam - bombardamento a tappeto con i B-52, non bombe "intelligenti" in
ficcanti incursioni. O la Casa Bianca di Bush potrebbe essere persino tentata di
testare quelle bombe a penetrazione nucleari su cui stiamo lavorando - senza
dubbio per eliminare "i siti nucleari iraniani sepolti in profondità".
Il
mio punto di vista è che le conseguenze di un'avventura iraniana sarebbero
gravi. In tutte le discussioni che turbinano attualmente sull'Iran all'interno
della Beltway [la circonvallazione attorno a Washington, ndt], non si presta
abbastanza attenzione al probabile risultato di tale azione militare. Se siete
un neocon e state sostenendo che l'Iran deve essere eliminato perché è lo stato
maggior sponsor mondiale del terrorismo, allora bene - esponete la vostra tesi.
Ma siate sicuri di esporre realisticamente quali sarebbero i costi di una tale
azione affrettata per l'America.
Perché l'ultima volta abbiamo ignorato
quella parte dell'equazione con "saremo accolti come liberatori" - e non
possiamo proprio permetterci un secondo errore di quelle
dimensioni.
Titolo originale: "The Day After We Bomb
Iran"
Fonte: chrisweigant.com
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