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giu 15 2005
Kamikaze ebrei pronti al suicidio Stampa
Postato da Francesco   
mercoledì 15 giugno 2005
Tel Aviv, 14 Giugno 2005. Mentre la Corte Suprema ha rimosso l'ultimo ostacolo legale contro lo smantellamento respingendo all'unanimit? 12 ricorsi presentati da coloni degli insediamenti, che verranno quindi sgomberati, l'ex capo dei servizi segreti interni Avi Dichter lancia un grido d'allarme. Dichter dichiara infatti che per colpire Ariel Sharon elementi dell'estrema destra israeliana sarebbero pronti a farsi esplodere. Proprio alla maniera dei kamikaze palestinesi che si lanciano contro obiettivi civili e militari o si fanno esplodere dentro i bus che attraversano la citt? carichi di gente o dentro i ristoranti. Da oggi si aggiungeranno anche kamikaze con la kipp? e con ai fianchi cinturoni di esplosivo che li faranno esplodere chiss? dove o contro quale obiettivo umano. Ma Avi Dichter ex capo dei servizi segreti israeliani, ha dichiarato che esiste il rischio di un attacco al primo ministro israeliano Ariel Sharon da parte degli oltranzisti ebrei che si dichiarano fortemente contrari al piano di ritiro dalla Striscia di Gaza. (Nella foto Avi Dichter) Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo '; document.write( '' ); document.write( addy_text58011 ); document.write( '<\/a>' ); //-->\n Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Ci sono ebrei pronti al suicidio, lo riferisce Dichter in un intervista al quotidiano Haaretz, e lo fa riferendosi anche al passato. Ricorda infatti l'uccisione nel 1995 dell'ex primo ministro israeliano Ytzhak Rabin per mano, appunto, di un estremista ebreo. Ma rivela - una rivelazione assai inquietante- che il mese scorso due ebrei aspiranti kamikaze sono stati bloccati mentre stavano per entrare in azione a Tel Aviv. I due avevano infatti riempito di benzina le due auto che guidavano e i loro vestiti erano impregnati dello stesso liquido infiammabile.

Ma anche se appena in tempo, per fortuna furono bloccati all'altezza dello svincolo autostradale di Kibbutz Galuyiot, periferia meridionale di Tel Aviv. Secondo l'ex direttore dei servizi segreti, l'obiettivo in quel caso poteva essere un bus pieno di bambini. Da registrare che in questi giorni le reazioni degli ultranazionalisti alla decisione del via al piano di disimpegno da parte della Corte Suprema, si fanno sentire. Cresce il clima ostile e l'aria che si respira tra i coloni nei Territori ? pesante
e potrebbe in effetti trasformare la loro rabbia di dover lasciare gli insediamenti, in polveriere umane. D'altronde tra gli ultranazionalisti come Nadia Matar, leader delle Women in Green, che con le loro invettive contro i giudici contribuiscono ad accenderne la miccia dichiarando che: " i giudici dell'Alta Corte hanno dimostrato di essere collaboratori dell'Olp che stanno cercando di attuare la politica di Hamas di espulsione degli ebrei dalla loro terra".

Ma l'affermazione dei giudici non pu? essere pi? chiara di cos?: "i coloni hanno potuto stabilirsi nei Territori col permesso delle autorit? militari d'occupazione che hanno perci? anche il potere di imporre a loro di andarsene". Secondo alcuni sondaggi, il progetto di Sharon per un ritiro unilaterale da Gaza trova oggi favorevoli il 58% degli israeliani.

Nardino Cosmai
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fonte:
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