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Il capo della CIA Porter Goss e George W. Bush: e’ finalmente giunta l’ora
per un’ attacco preventivo all’Iran? Solo pochi giorni fa il generale Moshe
Yalon aveva assicurato: non abbiamo trovato in Iraq le armi di distruzione di
massa di Saddam, perché sono nascoste in Siria.
Oggi, la fonte della nuova
«notizia» è la più autorevole: il Jane’s Defence Weekly.
La rivista militare racconta, citando «fonti diplomatiche»
anonime, che la Siria ha firmato con l’Iran un patto, per ricoverare sul suo
territorio «armi nucleari e missili iraniani» nel caso che Teheran venga
assoggettata a sanzioni dell’ONU. S’intende che la notizia ha una parte di
verità. Damasco e Teheran, quotidianamente minacciate di guerra, si sono
impegnate a sostenersi l’un l’altro in tempi di crisi, siano sanzioni economiche
o conflitti militari. E’ possibile, come dice la rivista britannica, che
Teheran abbia promesso asilo ai funzionari dell’intelligence siriana messi sotto
accusa per l’assassinio di Hariri, nonché aiuto economico se la Siria dovesse
essere colpita da embargo.
E che i due Paesi si siano accordati per una collaborazione militare, è
naturale. Gli accordi fra i due Paesi sotto minaccia proseguono dal 2004 e
sono stati firmati il 14 novembre. Non sono cosa di oggi. Il che rende più
che sospetta la «fonte diplomatica», sicura che le «armi atomiche» persiane
stiano per arrivare in Siria. Sembra, diciamolo, una scusa preventiva per
l’attacco preventivo: bombardato l’Iran dagli israeliani, se come al solito non
si troveranno le «armi di distruzione di massa» che hanno giustificato
l’attacco, si dirà che queste armi sono in Siria. E si dovrà attaccare la
Siria, che a quel punto sarà un immenso magazzino di super-armi, quelle di
Saddam e quelle di Teheran. Da annichilire immediatamente. Inutile
commentare. E’ già tutto scritto nell’antica favola di Fedro, dove il lupo
accusa l’agnello, che beve a valle del fiume, di intorbidargli
l’acqua. «Superior stabat lupus, inferior agnus».
L’arroganza divoratrice non si cura di dare verosimiglianza alle sue
menzogne, la sua forza gli basta. Ma la «notizia», apparsa su Jane’s, segnala
forse che l’attacco all’Iran è vicino? Un’altra notizia, riportata dalla
stampa turca, dice che il capo della CIA Porter Goss si è recato ad Ankara a
visitare il premier Erdogan. Secondo i giornali turchi, Goss ha notificato al
premier che l’Iran «ha» la bomba atomica e «perciò» è un pericolo per la
Turchia; e lo ha avvisato che aerei USA e israeliani transiteranno dalla Turchia
per andare ad attaccare Teheran. Dopo, Goss ha visitato l’Uzbekistan,
ritenuto la base avanzata per l’attacco. La cosa più inquietante è che
l’aggressione dovrà avere una motivazione. Sarà la risposta a un «attentato
islamico»? Le voci si moltiplicano: attentato vicino a Natale,
ripetono. Ci viene detto che uomini di «Al Zarqawi» sono già in Italia, e in
Palestina… I nostri difensori devono terrorizzarci, per continuare la loro
lotta al terrorismo globale. Siamo alla loro mercé. «Superior stabat lupus,
inferior agnus».
Aggrava l’allarme un’altra «notizia» di fronte israeliana, che apprendiamo
all’ultimo momento (1). Il generale Aaron Ze’evi detto «Farkash», capo
dell’intelligence militare israeliano, ha rivelato, in un’audizione davanti alla
Knesset, che Teheran si è fornita di dodici missili russi da crociera, che erano
in depositi in Ucraina e sono transitati attraverso la Russia. Altri sei
missili dello stesso genere sono finiti in Cina. Si tratterebbe di missili di
3 mila chilometri di raggio e, manco a dirlo, «capaci di portare testate
nucleari». Un rischio «estremo» che «obbliga» Israele ad
agire. Preventivamente. Notevole l’indicazione dei nemici ulteriori:
Russia e Cina. L’Ucraina, «democratica», è innocente.
Maurizio Blondet
——————————————————————————– Note 1) «Ukrainan cruise missiles
transported via Russia to Iran - Israel», Mosnews, 21 dicembre 2005.
fonte: EFFEDIEFFE
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