L'ambasciatore
USA per le Nazioni Unite, John Bolton, ha formalmente accusato l'Iran
di aver speso 18 anni per lo sviluppo di armi nucleari, mentre mentiva
riguardo alle sue vere intenzioni.
Il sospetto di Bolton si spinge a considerare
anche le mire politiche del governo iraniano, permettendosi di
concludere che, eventuali testate nucleari, sarebbero state usate per
intimidire gli altri paesi mediorientali e rifornire gli stessi di armi
atomiche. A seguito di ciò, pare chiaro che Tehran avrebbe anche violato il Patto di Non-Proliferazione Nucleare, andando contro le leggi occidentali in materia.
Mentre il governo iraniano fa sapere che le accuse di
Bolton sono fasulle e che intende fare un uso prettamente civile
dell'energia atomica, il Segretario di Stato Statunitense, Coondoleeza Rice, dopo aver incontrato il Presidente Francese Jaques Chirac, si trova in Russia per discutere della questione iraniana con il Presidente Russo Vladimir Putin.
"Speriamo che l'Iran torni sul tavolo dei
negoziati...ma una cosa è certa, il Consiglio di Sicurezza resta
un’opzione...Gli iraniani abbisognano di essere coinvolti nelle
negoziazioni, e ricostruire la fiducia delle altre nazioni sul fatto
che loro non stiano fabbricando armi nucleari", avrebbe detto la Rice
in occasione della visita in Francia.
Sospetti Nucleari
"Penso che gli iraniani abbiano perseguito un
programma per l'armamento nucleare per più di 18 anni, " ha detto John
Bolton parlando al programma della BBC, "Newsnight". Alle accuse poco professionali e di parte è seguita una teoria quantomeno discutibile:
Infatti, l'Iran avrebbe semplicemente contravvenuto a
quelle che sono le regole del Patto di Non-Proliferazione delle armi
nucleari. Così si viene a sapere che Tehran non ha rispettato per
quasi vent'anni le regole imposte dagli USA perché non si è attenuta...
alle leggi americane.
Ovviamente il governo iraniano sarebbe già in
combutta con tutti i terroristi del mondo, perché da come ragiona
Bolton, il tutto sarebbe mirato ad instaurare un "mercato delle armi
nucleari" in loro favore: "Il vero problema è stabilire se la comunità
internazionale accetterà un Iran che violi i suoi stessi accordi con il
Patto di Non-Proliferazione Nucleare, che menta sul suo programma e
sia determinato ad acquisire missili nucleari trasformabili in razzi
balistici che poi potrebbe usare per intimidire non solo la sua stessa
regione [il Medio Oriente] ma forse per anche per rifornire i
terroristi".
Essendo John Bolton uno dei "falchi"
dell'amministrazione Bush, e senz'altro un uomo dell'ala liberale e
guerrafondaia del governo americano, le sue accuse di terrorismo
internazionale suonano quantomeno "interessate".
La grossolanità delle sue teorie politiche non fa
altro che ingigantire la già chiara verità: si cerca di screditare in
tutti i modi l'Iran di fronte all'opinione pubblica per poi poter
attaccare liberamente il paese, com’è già successo con l'Iraq.
Ricordate i le falsi basi missilistiche mostrate in diretta Tv a tutto
il mondo da Colin Powell, (poi rimosso dall'incarico che ora è della Rice) che poi erano postazioni per sonde metereologiche?
Retroscena
Durante l'estate l’IAEA (L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica) aveva condotto una serie di controlli nella centrale d’Isfahan,
arrivando ad apporre dei sigilli e delle telecamere di controllo per
bloccare la produzione dell'Uranio impoverito. Una serie di personaggi
politici aveva dato il suo parere favorevole affinché Tehran smettesse
di produrre materiale nucleare, ed i cosiddetti "tre grandi": Francia,
Gran Bretagna e Germania si erano offerte di contrattare con L'Iran una
serie di proposte alternative al nucleare. Tehran decise a quel punto
di ritirarsi dalle trattative ritenendo un suo diritto quello di poter
scegliere il tipo di energia da produrre e chiamando in causa in
presidente Russo Putin che per l'occasione si schierò dalla parte
iraniana, proponendo all’Ayatollah Ali Khamenei e al Presidente Mahmoud Ahmadinejad un piano di sviluppo quinquennale. Le accuse mosse all'Iran sono così poco
fondate che gli stessi esperti della IAEA non sanno se ci siano o meno
gli estremi per denunciare il paese al Consiglio di Sicurezza
dell'ONU. Proprio per questo si sta tentando di comprendere la Russia
nell’alleanza anti-iraniana, anche se il Presidente Putin non ha mai
goduto dell'appoggio politico di nessun paese europeo e, anzi, viene
ritenuto da molti come uno dei più grossi ostacoli allo sviluppo della
Democrazia in Russia. Lo scorso mese, infatti, proprio la Russia si
era rifiutata di ratificare un importante documento contro Tehran, che
voleva minacciare l'Iran con il solito spauracchio del Consiglio di
Sicurezza dell'Onu, chiamato già troppe volte in causa in forma di
ritornello da quasi tutte le personalità politiche coinvolte nella
vicenda, fino al punto di farlo rassomigliare al fatidico "uomo nero".
Durante questa settimana l'Iran ha annunciato di
voler ricominciare ad intavolare una trattativa con gli europei, senza
nessun tipo di preconcetto, mentre la Rice sarà in volo per Londra ed
incontrerà il Premier Tony Blair ed il Ministro degli Esteri, Jack Straw.
Andrea Loquenzi
(Ultimo aggiornamento sabato, 15 ottobre 2005 14:25 fonte: www.warnews.it
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