Parte la corsa alla successione di Fidel Castro. Quattro i papabili. Il futuro dell'isola ha inizio
Il conto alla rovescia è cominciato: fra poche ore
sapremo chi sarà il primo comandante en jefe di Cuba dopo Fidel Castro
ufficialmente in quel ruolo dal 1976. Quattro i papabili: Raul Castro,
superfavorito, Carlos Lage, storico vicepresidente, Ricardo Alarcon, presidente
del parlamento e Felipe Perez Roque, ministro degli Esteri e outsider del
gruppo.
La notizia del definitivo abbandono alle cariche
istituzionali del Lider Maximo, per motivi dipendenti dal suo stato di
salute, ad una sola settimana dall'elezione del Presidente del Consiglio di
Stato, ha ulteriormente aperto il dibattito sulla sua successione. Di certo
qualcosa è cambiato dall'agosto 2006, quando Fidel lasciò il potere nelle mani
del vicepresidente, Raul. Il processo di cambiamento si è messo in moto, sono
state formulate molte ipotesi con un pensiero fisso rivolto verso il futuro
dell'isola. Chiunque sarà il sostituto di Castro avrà un compito durissimo che
non è quello di far dimenticare Fidel, cosa impossibile, ma lavorare per
ristrutturare economicamente il Paese cercando di concentrare gli sforzi per
sbloccare definitivamente il bloqueo imposto dagli Usa che da decenni
stritola l'isola.
Raul Castro. Eterno numero due, consigliere e fedele
collaboratore di Fidel, Raul é sicuramente il superfavorito alla sua
sostituzione. Lo sta già facendo dall'agosto 2006, potrebbe farlo in futuro per
continuare nel più classico e ortodosso dei modi con la politica del Lider
Maximo, nonostante le conosciute differenze di pensiero in merito al settore
dell'economia e alle recenti aperture, soprattutto verso la popolazione che ha
invitato a una maggiore partecipazione. Un problema alla sua elezione, però,
potrebbe essere rappresentato dall'età. Raul compirà fra poco 77 anni, non é
dunque più un giovane e questo lo metterebbe fuori gioco se si seguisse la
volontà di Fidel di "lasciare spazio ai giovani".
Inoltre, un altro Castro alla guida del Paese potrebbe
risultare ingombrante a livello internazionale e complicare l'eventuale
riapertura del discorso legato al bloqueo. Negroponte, infatti, dopo
aver appreso la notiza dell'abbandono di Fidel è stato chiarissimo e ha fatto
sapere che il blocco resta così com'é.
Nella sua vita Raul ha ricoperto molteplici ruoli
istituzionali fino a giungere alle cariche provvisorie di presidente del
Consiglio di Stato, presidente del Pcc (partito comunista cubano) e comandante
in capo delle forze militari.
Carlos Lage. Considerata la figura politica civile di
maggiore importanza presente a Cuba, Lage, studi di medicina con
specializzazione in pediatria, è vice presidente del consiglio di Stato. A tutti
gli effetti potrebbe essere considerato il premier di Cuba. Una lunga carriera
politica nelle formazioni giovanili del partito (è stato dirigente dei giovani
comunisti), ha fatto di Lage un uomo politico esperto e dalle idee chiare.
Giovane, 57 anni, i più esperti indicano Lage come il vero uomo nuovo di Cuba e
forse l'unico in grado di competere con Raul. Dagli anni Novanta a oggi è stato
fra i promotori delle modeste trasformazioni economiche avvenute nell'isola.
Inoltre, Lage da diverso tempo si occupa di gestire i rapporti di cooperazione
sociale e commerciali con i Pasei 'amici', come il Venezuela.
Felipe Perez Roque. Roque, 42 anni, è il bebé del gruppo.
Nonostante questo è forse il più ortodosso dei quattro per via della sua lunga
vicinanza a Fidel Castro, di cui è stato segretario personale per sette anni.
Giovane e moderno, Roque è l'outsider, la mina vagante che porterebbe davvero
portare una ventata d'aria nuova nel Paese. Ottimo nel ruolo di ministro degli
Esteri, Roque è stato determinante nelle relazioni con Cina e Venezuela e ha
lavorato bene a livello internazionale chiedendo il ritiro delle truppe
dall'Iraq e che nel Consiglio di Sicurezza Onu fossero presenti i cosiddetti
paesi del Terzo Mondo. Inoltre, il delfino di Fidel si è schierato apertamente
in favore del disarmo nucleare dei Paesi sviluppati. Da quasi dieci anni è capo
della diplomazia cubana.
Ricardo Alarcon. Anch'egli figura di spicco della
politica cubana, è nato all'Havana nel 1937. Filosofo e letterato di ottima
fama, è dai primi anni Novanta presidente del parlamento. E' lui a consigliare
Fidel castro per la politca statunitense e, insieme a Lage, intrettiene ottimi
rapporti con i leader del continente. Alarcon, dei quattro possibili sostituti
di Castro, forse, è quello che ha meno chances di spuntarla. Famosa una sua
reazione contro Washington nel 2003 quando Bush definì Cuba uno stato canaglia.
E' stato fra i protagonisti delle negoziazioni con gli Usa negli accordi
riguardanti il problema immigrazione fra i due stati. Nelle ultime settimane è
balzato agli onori delle cronache per via di un video girato in rete che lo
ritraeva mentre a fatica rispondeva alle domande dei giovani cubani che lo
incalzavamo con richieste sul futuro della Nazione e sui loro diritti.
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