di Robert B. Reich (Common Dreams) Il caso cinese
dimostra come non necessariamente il capitalismo abbia bisogno della democrazia.
La linea che divide le nazioni del mondo non è più quella tra capitalismo e
comunismo, ma quella tra democrazia e autoritarismo. Ricorderete quando il mondo era diviso in comunismo e capitalismo, e quando i
cinesi erano comunisti. I cinesi continuano a chiamare se stessi comunisti, ma
ora sono anche capitalisti. Infatti, provate a visitare la Cina oggi e vi troverete di fronte al paese
capitalista più dinamico del mondo. Nel 2005, ha ottenuto il record di crescita
interna tra le maggiori economie mondiali.
La Cina è il centro mondiale delle manifatture. Si sta muovendo velocemente
anche verso le vette dell'alta tecnologia. Già laurea ogni anno più ingegneri
informatici degli Stati Uniti.
Le città cinesi prosperano. Ci sono più gru di costruzioni oggi in Cina che
in tutti gli Stati Uniti. Le super autostrade cinesi pullulano di auto moderne.
I suoi porti e i suoi aereoporti sono all'avanguardia mondiale. I centri di
ricerca cinesi sono tra i più avanzati ed efficienti. Al tasso di crescita
attuale, nel giro di trent'anni la Cina sarà la prima economia del mondo.
Comunismo, quello alla base del principio della comunanza dei beni? State
scherzando? Il gap tra Cina ricca e Cina povera si sta aprendo in una voragine.
Gli investitori, gli innovatori, e gli industriali cinesi se la passano
piuttosto bene. Vivono in lussuosi complessi residenziali le cui strade sono
segnate da McMansions. Frequentano rinomati ristoranti, si rilassano in hotel da
cinque stelle. La Cina povera vive in maniera diversa. Mao Tse Tung si sta
rivoltando nella tomba.
Quindi dove sono i comunisti cinesi? Sono al governo. Il partito comunista in
Cina è l'unico partito esistente. In Cina non c'è libertà di parola o libertà di
stampa. Non si tollerano i dissidenti. Le autorità possono arrestare e
imprigionare le persone che minacciano la stabilità, per usare la definizione
del partito. Chiunque osi protestare viene trattato brutalmente. Non ci sono
libertà civili, non ci sono organizzazioni sindacali, nessun centro politico
alternativo al partito comunista.
La Cina mostra come la linea che divide le nazioni del mondo non sia più
quella tra capitalismo e comunismo. Il capitalismo ha trionfato. La reale
divisione non è più di tipo economico. È politica. E divide tra democrazia e
autoritarismo. La Cina è un'economia capitalista presieduta da un governo
autoritario.
Per anni abbiamo dato per scontato che capitalismo e democrazia andassero a
braccetto. Abbiamo creduto che non si potessero scindere. Questo è uno dei
motivi per cui la politica statunitense nei confronti della Cina è stata quella
di incoraggiarne il libero commercio, gli investimenti diretti, i mercati
aperti. Man mano che la Cina diventa più prosperosa ed integrata nei mercati
globali – i politici americani pensavano – diventerà anche più democratica.
Bene, forse siamo stati un po' ingenui. È vero che la democrazia ha bisogno
del capitalismo. Provate a citare una qualsiasi democrazia del mondo che non sia
caratterizzata da un'economia capitalista. Affinché la democrazia si concretizzi
ci devono essere centri di potere esterni al governo centrale. Il capitalismo
decentralizza il potere economico, e così fornisce la base privata in cui la
democrazia può costituirsi.
Ma il caso cinese dimostra che l'inversione 'il capitalismo ha bisogno della
democrazia' può non essere così vera. La vasta diffusione del potere economico
del capitalismo offre sufficienti motivi agli investitori per assumersi rischi
finanziari propri. Ma, come mostra la Cina, il modello capitalista non
necessariamente assicura protezione a coloro che si assumono rischi esprimendo
le proprie opinioni.
Robert Reich è professore di scienze politiche alla Goldman School
dell'Università di Berkeley. È stato consulente di tre amministrazioni Usa. I
suoi articoli vengono pubblicati da 'The New Yorker', 'The Atlantic Monthly',
'The New York Times', 'The Washington Post' e 'The Wall Street Journal'. È
co-fondatore della rivista 'The American Prospect'.
Sulla Cina Nuovi Mondi Media ha pubblicato CINA SpA – LA SUPERPOTENZA CHE STA SFIDANDO IL MONDO, di Ted
C. Fishman.
Fonte: http://www.commondreams.org/views06/0110-42.htm Tradotto da
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