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Berlusconi abbandona in anticipo lo studio televisivo dove stava registrando in mezz'ora ,
e lo fa caricando il gesto plateale con pesanti accuse verso la
conduttrice della trasmissione. Anzi, verso Lucia Annunziata. Nessuna
delle accuse “dell'ospite”, infatti, poteva essere rivolta alla
“conduttrice”, che proprio in quanto tale avrebbe avuto pieno diritto
di rivolgere domande, e di chiedere che le risposte fossero inerenti
alle domande fatte e non a tema libero. L'episodio è grave e non deve
essere sottovalutato. Nelle reazioni della sinistra, invece, si parla a
gran voce delle difficoltà di Berlusconi, a cui avrebbero ceduto i
nervi di fronte alle domande incalzanti dell'Annunziata. Ma quando mai?
Sottovalutare gli avversari non è mai una buona tattica, e questo vale
a maggior ragione alla vigilia di un appuntamento fondamentale come
quello del primo confronto televisivo fra i due leader.
Tanto
per cominciare le domande non erano poi così incalzanti; purtroppo
l'Annunziata non ha resistito alla tentazione di ripetere a Berlusconi
«lei non può dire che se ne va», offrendogli l'occasione d'oro per
completare una sceneggiata delle sue. E Berlusconi l'ha colta al volo,
accusandola addirittura di essere «una persona violenta»,
paradossalmente lo ha fatto subito dopo averla avvertita, quasi
minacciata: «me ne vado e sarà una macchia sulla sua carriera».
Va
sottolineato che il Cavaliere ha trasmesso questo video ad una
convention di giovani di Forza Italia a Pescara. Certo, giocava in
casa, ma invece di minimizzare l'episodio, lo ha addirittura mostrato
ai suoi, tutti i 17 minuti di trasmissione, perché? Per farsi perdonare
un errore? Non è credibile.
A due
giorni di distanza dal primo confronto televisivo italiano che sarà
davvero “alla pari”, Berlusconi ha deciso consapevolmente di
abbandonare un altro studio televisivo per ribadire il suo ruolo di
vittima di un'informazione scorretta, e per lasciare questa sensazione
in chi martedì vedrà il suo confronto con Prodi.
Il
faccia a faccia fra i due leader sarà televisivamente diverso,
“strano”: non variare i campi, inquadrare solo chi parla, sono tutti
accorgimenti che renderanno le immagini inevitabilmente meno
interessanti. La differenza balzerà inconsapevolmente agli occhi dei
teleutenti.
Berlusconi ha parlato di
«belle statuine sterilizzate», mentre Prodi ha ovviamente esultato per
aver ottenuto il rispetto delle regole, e questo è un altro piccolo
vantaggio per il Cavaliere, che ha fatto capire che la trasmissione
sarà come l'ha voluta Prodi. Quanti, fra gli spettatori “distratti”,
fra gli indecisi, interpreteranno l'anomalo contenitore come un
ulteriore attacco contro colui che si autodefinisce la vittima
preferita dell'informazione italiana? Sicuramente qualcuno lo farà,
quindi il Cavaliere ne trarrà vantaggio.
Il
problema è che tutte queste rigide regole imposte per il confronto sono
quanto mai necessarie. I fatti, buon ultimo l'episodio con
l'Annunziata, dimostrano che Prodi non può contare sulla correttezza
dell'avversario. Ben vengano allora tutte le regole che sono state
scritte.
Anzi, forse ne sarebbe servita
una migliore sulla conduzione del programma. Tralasciando ogni
considerazione su Bruno Vespa, desta grossa perplessità la scelta di
Mimum. A che titolo merita un simile riconoscimento un giornalista che
è stato coprotagonista, o perlomeno (unico) spettatore passivo
dell'episodio della T-Shirt dell'allora ministro Calderoli?
Possibile
che la nostra memoria collettiva sia così corta? Purtroppo si. Ecco
perché Berlusconi ha colto al volo l'occasione offertagli da una
recidiva Annunziata. Perché di questo episodio, martedì sera, se ne
ricorderanno tutti. E prima del 3 Aprile, non facciamoci illusioni, si
inventerà qualcos'altro.
di Riccardo Toniolo
fonte: Megachip.info
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