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mag 16 2006
"La storia giudicher? le nostre presidenze" Stampa
Postato da Francesco   
martedì 16 maggio 2006
da: The Guardian

La lettera del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad a George W. Bush

"In che modo la politica globale statunitense può riconciliarsi con gli insegnamenti di Cristo e degli altri profeti delle religioni monoteistiche?"

A George Bush, Presidente degli Stati Uniti d’America.

Per molto tempo ho pensato a come si possano giustificare alcune delle innegabili contraddizioni esistenti nel panorama internazionale. Si può essere seguaci di Gesù Cristo, rispettare i diritti umani, presentare il liberalismo come un modello di civiltà, annunciare la propria opposizione alla proliferazione delle armi nucleari e delle armi di distruzione di massa, fare della “guerra al terrore” il proprio slogan e adoperarsi per la fondazione di una comunità internazionale unificata – ma allo stesso tempo attaccare altri paesi, distruggere la reputazione e i beni altrui e, nell’eventualità della presenza di qualche criminale in un centro abitato, ad esempio, radere al suolo un intero villaggio?

Oppure, invocando una possibile presenza di armi di distruzione di massa, far sì che un paese venga occupato, che qualcosa come 100.000 persone vengano uccise, che le sorgenti idriche, l’agricoltura e l’industria siano rase al suolo – che un paese intero, insomma, venga fatto arretrare di 50 anni?

A che prezzo? Centinaia di miliardi di dollari e decine di migliaia di uomini e donne – come truppe di occupazione – sono stati messi in pericolo, e le loro mani sporcate dal sangue altrui. Con il pretesto dell’esistenza delle armi di distruzione di massa, questa grande tragedia è arrivata al punto di opprimere il popolo sia del paese occupato che di quello occupante. Solo in seguito, è stato rivelato che le armi di distruzione di massa non esistevano.

Certo, Saddam è stato un dittatore assassino. Ma la guerra non è stata intrapresa per farlo cadere – il fine dichiarato era trovare le armi di distruzione di massa. Per tutta la durata della guerra imposta all’Iran, l’occidente ha appoggiato Saddam.

Ci sono dei prigionieri a Guantanamo che non sono stati processati, che non sono rappresentati dal punto di vista legale, e le loro famiglie non possono vederli. Non c’è alcun controllo internazionale sulle loro condizioni e sul loro destino. Gli investigatori europei hanno confermato l’esistenza di prigioni segrete anche in Europa. Non posso approvare il sequestro di persona, e il fatto che qualcuno venga rnchiuso in prigioni segrete, senza alcuna assistenza legale. Non riesco a capire come tali azioni possano corrispondere agli insegnamenti di Gesù Cristo, alle norme sui diritti umani e ai valori liberali.

Signor Presidente, sono sicuro che lei sa come – e a che prezzo – è stato fondato Israele: in migliaia sono stati uccisi; milioni di abitanti nativi sono diventati rifugiati; centinaia di migliaia di ettari di terreno agricolo, piantagioni di ulivi, città e villaggi sono stati distrutti. Questa tragedia non ha interessato esclusivamente la fondazione del paese; sfortunatamente, è durata ad oggi 60 anni.

Con Israele è stato fondato un regime che distrugge le case mentre gli occupanti si trovano ancora all’interno; annuncia anticipatamente i suoi progetti per assassinare importanti figure palestinesi, e tiene migliaia di palestinesi in prigione. Il sostegno a questo regime segue la linea di condotta degli insegnamenti di Gesù Cristo o Mosé, o i valori liberali? Oppure dobbiamo intendere che permettere agli abitanti nativi di queste terre – all’interno o all’esterno del territorio palestinese –, siano essi cristiani, musulmani o ebrei, di decidere del loro destino sia contrario ai principi della democrazia, ai diritti umani e agli insegnamenti dei profeti?

Recentemente è entrata in carica la neo-eletta amministrazione palestinese. Tutti gli osservatori indipendenti hanno confermato che questo governo rappresenta l’elettorato. Il governo eletto ha risentito della pressione internazionale ed è stato esortato a riconoscere il regime israeliano, abbandonare la propria lotta e seguire i programmi del precedente governo. Se l’attuale governo palestinese avesse seguito tali principi programmatici, i palestinesi lo avrebbero votato? Signor Presidente, queste politiche stanno gettando gli abitanti della regione nell'ira. Perché ogni progresso tecnologico e scientifico raggiunto in Medio Oriente è dipinto come una minaccia al regime sionista? La ricerca e lo sviluppo in campo scientifico non sono forse diritti basilari delle nazioni? Sono state dette menzogne sulla questione irachena. Qual è stato il risultato?

Non dubito che mentire sia riprovevole in qualsiasi cultura, anche a lei non piace che le vengano dette menzogne. I sudamericani non hanno forse il diritto di chiedere perché i loro governi eletti siano osteggiati e i leader politici che tentano colpi di stato vengano invece sostenuti? Perché essi devono essere costantemente minacciati e vivere nella paura? Gli africani sono gran lavoratori, creativi e talentuosi. Non hanno il diritto di chiedere perché la loro enorme ricchezza – inclusi i minerali – viene saccheggiata? Anche il popolo iraniano ha i propri dispiaceri – tra questi il colpo di stato del 1953 e la caduta del governo legittimo dell’epoca, l’opposizione alla rivolta islamica e il sostegno a Saddam nella guerra contro l’Iran.

L’11 settembre è stato un evento orribile. L’uccisione di innocenti è una cosa deplorevole e terrificante in qualsiasi parte del mondo. Ogni governo ha il dovere di garantire la sicurezza e la serenità ai propri cittadini. Dopo l’11 settembre alcuni media, invece di pccuparsi delle ferite emotive dei sopravvissuti e del popolo americano, hanno alimentato un clima di paura e di insicurezza. Da più parti è stato sostenuto come questa pubblicità abbia spianato la strada – in termini di giustificazione – all’attacco all’Afghanistan. La verità andrà persa in questo clima artefatto e ingannevole? Chi è al potere oggi non governerà per sempre, ma i loro nomi diventeranno parte della storia. La gente considererà attentamente i nostri mandati presidenziali. Intendevamo fare giustizia o soltanto sostenere particolari gruppi di interesse – rendendo pochi ricchi e potenti e obbligando molti a vivere all'insegna della precarietà? Abbiamo difeso i diritti di tutti o abbiamo imposto loro la guerra, interferendo illegalmente nei loro interessi? Abbiamo detto la verità al nostro paese e agli altri nel resto del mondo?

Per quanto tempo ancora il mondo tollererà questa situazione? Se i miliardi di dollari spesi in campagne militari fossero invece destinati ad investimenti e assistenza ai paesi poveri, alla ricerca della pace, alla mediazione tra gli stati, e all’estinzione delle fiamme dei conflitti, etnici e non, il governo e il popolo americano non ne sarebbero legittimamente orgogliosi? La posizione politica ed economica della sua amministrazione non sarebbe stata più forte presidente? E – mi spiace molto dirlo – ci sarebbe stato un così crescente odio globale verso il governo americano?

Se i profeti Abramo, Isacco, Giacobbe, Ismaele, Giuseppe e Gesù Cristo fossero con noi oggi, come giudicherebbero un tale comportamento? Non esiste proprio un modo migliore per interagire con il mondo? Oggi ci sono centinaia di migliaia di cristiani, centinaia di migliaia di musulmani e milioni di persone che seguono gli insegnamenti di Mosè. Tutti i profeti parlano di pace e serena convivenza – basandosi sul monoteismo, giustizia e rispetto per la dignità umana. Non pensa che se tutti ci atteniamo a questi principi, possiamo superare i problemi che affliggono il mondo? Accetterà questo invito presidente?

La storia ci svela che i governi repressivi e crudeli non sopravvivono. In tutto il mondo la gente non è felice dello status quo globale, protesta per il crescente divario tra i paesi ricchi e quelli poveri, è disgustata dall’aumento della corruzione, è in collera per gli attacchi alle fondazioni culturali e per la disintegrazione delle famiglie. La gente è sgomenta anche per l’affievolirsi dell’interesse e della compassione, non ha fiducia nelle organizzazioni internazionali – perché queste non sostengono i diritti della persona.

Il liberalismo e la democrazia occidentale non sono riusciti a realizzare gli ideali di umanità. Oggi, queste due concezioni hanno fallito. I più perspicaci possono già sentire il rumore del frantumarsi dell’ideologia dei sistemi liberal democratici.

Notiamo costantemente che la gente in tutto il mondo si aduna attorno a un punto focale – Dio Onnipotente. Non c’è dubbio che attraverso la fede in Dio e gli insegnamenti dei profeti, la gente potrà superare i propri problemi. La domanda che le rivolgo è questa: “Non vuole unirsi a loro?” Che ci piaccia o no, il mondo gravita attorno alla fede nell’Onnopitente, e la giustizia e la volontà di Dio prevarranno su tutto.

 
Fonte: http://www.guardian.co.uk/commentisfree/story/0,,1772608,00.html
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