da: The Guardian
La lettera del presidente iraniano
Mahmoud Ahmadinejad a George W. Bush
"In che modo la politica globale
statunitense può riconciliarsi con gli insegnamenti di Cristo e degli altri
profeti delle religioni monoteistiche?"
A George Bush, Presidente degli Stati Uniti d’America.
Per molto tempo ho pensato a come si possano giustificare
alcune delle innegabili contraddizioni esistenti nel panorama internazionale. Si
può essere seguaci di Gesù Cristo, rispettare i diritti umani, presentare il
liberalismo come un modello di civiltà, annunciare la propria opposizione alla
proliferazione delle armi nucleari e delle armi di distruzione di massa, fare
della “guerra al terrore” il proprio slogan e adoperarsi per la fondazione di
una comunità internazionale unificata – ma allo stesso tempo attaccare altri
paesi, distruggere la reputazione e i beni altrui e, nell’eventualità della
presenza di qualche criminale in un centro abitato, ad esempio, radere al suolo
un intero villaggio?
Oppure, invocando una possibile presenza di armi di distruzione
di massa, far sì che un paese venga occupato, che qualcosa come 100.000 persone
vengano uccise, che le sorgenti idriche, l’agricoltura e l’industria siano rase
al suolo – che un paese intero, insomma, venga fatto arretrare di 50 anni?
A che prezzo? Centinaia di miliardi di dollari e decine di
migliaia di uomini e donne – come truppe di occupazione – sono stati messi in
pericolo, e le loro mani sporcate dal sangue altrui. Con il pretesto
dell’esistenza delle armi di distruzione di massa, questa grande tragedia è
arrivata al punto di opprimere il popolo sia del paese occupato che di quello
occupante. Solo in seguito, è stato rivelato che le armi di distruzione di massa
non esistevano.
Certo, Saddam è stato un dittatore assassino. Ma la guerra non
è stata intrapresa per farlo cadere – il fine dichiarato era trovare le armi di
distruzione di massa. Per tutta la durata della guerra imposta all’Iran,
l’occidente ha appoggiato Saddam.
Ci sono dei prigionieri a Guantanamo che non sono stati
processati, che non sono rappresentati dal punto di vista legale, e le loro
famiglie non possono vederli. Non c’è alcun controllo internazionale sulle loro
condizioni e sul loro destino. Gli investigatori europei hanno confermato
l’esistenza di prigioni segrete anche in Europa. Non posso approvare il
sequestro di persona, e il fatto che qualcuno venga rnchiuso in prigioni
segrete, senza alcuna assistenza legale. Non riesco a capire come tali azioni
possano corrispondere agli insegnamenti di Gesù Cristo, alle norme sui diritti
umani e ai valori liberali.
Signor Presidente, sono sicuro che lei sa come – e a che prezzo
– è stato fondato Israele: in migliaia sono stati uccisi; milioni di abitanti
nativi sono diventati rifugiati; centinaia di migliaia di ettari di terreno
agricolo, piantagioni di ulivi, città e villaggi sono stati distrutti. Questa
tragedia non ha interessato esclusivamente la fondazione del paese;
sfortunatamente, è durata ad oggi 60 anni.
Con Israele è stato fondato un regime che distrugge le case
mentre gli occupanti si trovano ancora all’interno; annuncia anticipatamente i
suoi progetti per assassinare importanti figure palestinesi, e tiene migliaia di
palestinesi in prigione. Il sostegno a questo regime segue la linea di condotta
degli insegnamenti di Gesù Cristo o Mosé, o i valori liberali? Oppure dobbiamo
intendere che permettere agli abitanti nativi di queste terre – all’interno o
all’esterno del territorio palestinese –, siano essi cristiani, musulmani o
ebrei, di decidere del loro destino sia contrario ai principi della democrazia,
ai diritti umani e agli insegnamenti dei profeti?
Recentemente è entrata in carica la neo-eletta amministrazione
palestinese. Tutti gli osservatori indipendenti hanno confermato che questo
governo rappresenta l’elettorato. Il governo eletto ha risentito della pressione
internazionale ed è stato esortato a riconoscere il regime israeliano,
abbandonare la propria lotta e seguire i programmi del precedente governo. Se
l’attuale governo palestinese avesse seguito tali principi programmatici, i
palestinesi lo avrebbero votato? Signor Presidente, queste politiche stanno
gettando gli abitanti della regione nell'ira. Perché ogni progresso tecnologico
e scientifico raggiunto in Medio Oriente è dipinto come una minaccia al regime
sionista? La ricerca e lo sviluppo in campo scientifico non sono forse diritti
basilari delle nazioni? Sono state dette menzogne sulla questione irachena. Qual
è stato il risultato?
Non dubito che mentire sia riprovevole in qualsiasi cultura,
anche a lei non piace che le vengano dette menzogne. I sudamericani non hanno
forse il diritto di chiedere perché i loro governi eletti siano osteggiati e i
leader politici che tentano colpi di stato vengano invece sostenuti? Perché essi
devono essere costantemente minacciati e vivere nella paura? Gli africani sono
gran lavoratori, creativi e talentuosi. Non hanno il diritto di chiedere perché
la loro enorme ricchezza – inclusi i minerali – viene saccheggiata? Anche il
popolo iraniano ha i propri dispiaceri – tra questi il colpo di stato del 1953 e
la caduta del governo legittimo dell’epoca, l’opposizione alla rivolta islamica
e il sostegno a Saddam nella guerra contro l’Iran.
L’11 settembre è stato un evento orribile. L’uccisione di
innocenti è una cosa deplorevole e terrificante in qualsiasi parte del mondo.
Ogni governo ha il dovere di garantire la sicurezza e la serenità ai propri
cittadini. Dopo l’11 settembre alcuni media, invece di pccuparsi delle ferite
emotive dei sopravvissuti e del popolo americano, hanno alimentato un clima di
paura e di insicurezza. Da più parti è stato sostenuto come questa pubblicità
abbia spianato la strada – in termini di giustificazione – all’attacco
all’Afghanistan. La verità andrà persa in questo clima artefatto e ingannevole?
Chi è al potere oggi non governerà per sempre, ma i loro nomi diventeranno parte
della storia. La gente considererà attentamente i nostri mandati presidenziali.
Intendevamo fare giustizia o soltanto sostenere particolari gruppi di interesse
– rendendo pochi ricchi e potenti e obbligando molti a vivere all'insegna della
precarietà? Abbiamo difeso i diritti di tutti o abbiamo imposto loro la guerra,
interferendo illegalmente nei loro interessi? Abbiamo detto la verità al nostro
paese e agli altri nel resto del mondo?
Per quanto tempo ancora il mondo tollererà questa situazione?
Se i miliardi di dollari spesi in campagne militari fossero invece destinati ad
investimenti e assistenza ai paesi poveri, alla ricerca della pace, alla
mediazione tra gli stati, e all’estinzione delle fiamme dei conflitti, etnici e
non, il governo e il popolo americano non ne sarebbero legittimamente
orgogliosi? La posizione politica ed economica della sua amministrazione non
sarebbe stata più forte presidente? E – mi spiace molto dirlo – ci sarebbe stato
un così crescente odio globale verso il governo americano?
Se i profeti Abramo, Isacco, Giacobbe, Ismaele, Giuseppe e Gesù
Cristo fossero con noi oggi, come giudicherebbero un tale comportamento? Non
esiste proprio un modo migliore per interagire con il mondo? Oggi ci sono
centinaia di migliaia di cristiani, centinaia di migliaia di musulmani e milioni
di persone che seguono gli insegnamenti di Mosè. Tutti i profeti parlano di pace
e serena convivenza – basandosi sul monoteismo, giustizia e rispetto per la
dignità umana. Non pensa che se tutti ci atteniamo a questi principi, possiamo
superare i problemi che affliggono il mondo? Accetterà questo invito
presidente?
La storia ci svela che i governi repressivi e crudeli non
sopravvivono. In tutto il mondo la gente non è felice dello status quo globale,
protesta per il crescente divario tra i paesi ricchi e quelli poveri, è
disgustata dall’aumento della corruzione, è in collera per gli attacchi alle
fondazioni culturali e per la disintegrazione delle famiglie. La gente è
sgomenta anche per l’affievolirsi dell’interesse e della compassione, non ha
fiducia nelle organizzazioni internazionali – perché queste non sostengono i
diritti della persona.
Il liberalismo e la democrazia occidentale non
sono riusciti a realizzare gli ideali di umanità. Oggi, queste due concezioni
hanno fallito. I più perspicaci possono già sentire il rumore del frantumarsi
dell’ideologia dei sistemi liberal democratici.
Notiamo costantemente che la gente in tutto il mondo si aduna
attorno a un punto focale – Dio Onnipotente. Non c’è dubbio che attraverso la
fede in Dio e gli insegnamenti dei profeti, la gente potrà superare i propri
problemi. La domanda che le rivolgo è questa: “Non vuole unirsi a loro?” Che ci
piaccia o no, il mondo gravita attorno alla fede nell’Onnopitente, e la
giustizia e la volontà di Dio prevarranno su tutto.
Fonte: http://www.guardian.co.uk/commentisfree/story/0,,1772608,00.html Tradotto
da
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