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Altri
due decessi in Indonesia per il virus «dei polli»; Sarebbero stati
usati dosaggi troppo bassi del farmaco, Un errore che comporta
inefficacia e selezione di ceppi insensibili al farmaco
In
Vietnam due ragazze sono decedute, dopo aver sviluppato una resistenza
al Tamiflu, il farmaco che viene attualmemte somministrato per curare i
pazienti affetti da influenza aviaria.
Il fatto desta
preoccupazione, dal momento che le due pazienti avevano seguito una
terapia aggressiva, ricevendo un dosaggio ritenuto corretto dagli
esperti.
In passato, fenomeni di resistenza al farmaco si erano verificati soltanto in casi di somministrazioni insufficienti.
Ma i due decessi suggeriscono che i dosaggi elaborati dalle equipe mediche potrebbero essere inferiori al necessario.
Preoccupazione
è stata espressa anche da Anne Moscona, esperta di malattie virali
presso il Weill Cornell Medical College di New York, secondo la quale
«correre ai ripari facendo incetta di Tamiflu potrebbe rivelarsi una
scelta pericolosa, dal momento che la gente non conosce i dosaggi
corretti».
INDONESIA
Due nuovi decessi di
pazienti contagiati dall'influenza «dei polli» sono stati accertati in
Indonesia, dove il numero degli episodi del morbo con esito letale tra
gli esseri umani è dunque salito a undici su un totale di sedici casi;
negli altri cinque i malati sono invece sopravvissuti.
Le due
morti sono state confermate sulla base dei test di laboratorio
effettuati a Honk Kong da esperti dell'Oms, l'Organizzazione Mondiale
della Sanità. Le vittime sono un uomo di 39 anni e un bambino di 8, la
cui positività al ceppo H5N1 dell'aviaria, il più pericoloso, era già
risultata dalle analisi condotte sul posto.
L'adulto, residente
nella parte sud della capitale indonesiana, era spirato il 13 dicembre,
all'indomani del ricovero nel Sulianti Saroso, il principale istituto
nazionale specializzato nella lotta alla grave malattia; il bimbo era
morto due giorni dopo in una clinica privata cittadina.
Dalla fine del 2003 in tutta l'Asia l'influenza dei polli ha ormai ucciso oltre settanta persone.
BILANCIO
Dal
2003 a oggi, l’influenza aviaria ha ucciso 70 persone, in particolare
in Vietnam e in Thailandia. Gli esperti temono che il virus possa
mutare, diventando facilmente trasmissibile all’uomo. Il tamiflu è
considerato la difesa primaria contro l’influenza aviaria, ma deve
essere somministrato subito dopo il contagio
Oms: i segni di resistenza al Tamiflu non destano allarme
GINEVRA
(Reuters) - Segnali che il virus dell'influenza aviaria H5N1 possa
sviluppare una resistenza al farmaco Tamiflu in alcuni pazienti non è
necessariamente causa di allarme.
Lo ha detto oggi un funzionario
dell'Organizzazione mondiale della Salute.Keiji Fukuda, scienziato del
programma globale sull'influenza dell'Oms, ha detto che una certa
resistenza è inevitabile con alcuni tipi di farmaco.
"Ogni volta che
usi un certo tipo di medicinale, antivirale o antibiotico, ti aspetti
di vedere sviluppare resistenza negli organi. Trovare una certa
resistenza non sorprende e non è necessariamente allarmante", ha detto
a Reuters.
Ma la scoperta pubblica sul New England Journal of
Medicine che quattro degli otto pazienti curati in Vietnam per
l'infezione da aviaria sono morti nonostante l'uso del Tamiflu indica
che sono necessarie ulteriori ricerche su come usare al meglio il
farmaco, ha detto Fukuda.
Il Tamiflu, prodotto dalla svizzera
Roche, resta una "scelta eccellente" tra un limitato numero di
antivirali disponibili contro il virus, ha detto il funzionario
dell'Oms.Altre due morti per l'aviaria in Indonesia sono state
confermate oggi, portando il numero totale a 73, mentre i casi che
includono sopravvissuti sono saliti a 141.
Tutti i morti fino ad ora sono stati in Asia.
Gli
esperti temono che il virus possa mutare in uno facilmente
trasmissibile fra umani, con il rischio di scatenare una pandemia.
Fonti:
-
Corriere della sera, 22 dicembre 2005
-
Reuters, 22 dicembre 2005
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