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Uno è il MON 863, causa danni ai reni e al sangue negli animali da laboratorio.
(AGI)
- Bruxelles, 13 gen. - La Commissione europea ha autorizzato la
distribuzione sul mercato di tre tipi di mais transgenico geneticamente
modificato prodotti dalla Monsanto.
Si tratta del mais Ga21 e
Mon863, autorizzati come ingredienti alimentari e come alimenti, infine
la qualita' Mon863x810, autorizzato essenzialmente per uso animale.
La
decisione della Commissione segue il nulla di fatto del Consiglio Ue
che non era riuscito sull'argomento a raggiungere una maggioranza
qualifica.
In questi casi, secondo procedura, e' la Commissione a
decidere. Il via libera ai mais transgenici rimarra' in vigore per 10
anni.
Immediata la reazione di Greenpeace che ha definito la decisione della Commissione Ue "un regalo alla Monsanto".
IL COMUNICATO DI GREENPEACE
Natale
è già passato da un mese, eppure la Commissione Europea ha fatto un bel
regalo alla Monsanto, approvando oggi 3 mais Ogm: il GA21 (tollerante
agli erbicidi) e l'ibrido MON863xMON810 e il famigerato MON863 per uso
alimentare.
Il MON863, in particolare, è stato modificato geneticamente per produrre una tossina insetticida per eliminare parassiti. Il
dossier completo sui test condotti dalla Monsanto sull'alimentazione
dei topi con il MON863 è stato reso pubblico solo nel giugno 2005, dopo
che un tribunale tedesco ha stabilito che l'azienda non poteva tenerli
segreti.
Lo studio fatto dalla Monsanto sull'alimentazione a base di
MON863 è stato criticato da autorevoli esperti francesi e tedeschi per
la sua inconsistenza, in particolare perché lo studio è stato condotto
per soli 90 giorni, contro i due anni di durata standard previsti per i
pesticidi.
La Commissione e l'EFSA (Autorità europea per la
sicurezza alimentare) non hanno mai replicato alle critiche mosse allo
studio, né commissionato nuovi studi, come invece ha fatto invece
Greenpeace a degli esperti indipendenti.
"Non c'è dubbio che la
Commissione abbia voluto ricompensare così la Monsanto del suo lavoro
di lobby, di copertura dei dati e di contaminazione dell'agricoltura
convenzionale e biologica in tutto il mondo. Siamo particolarmente
preoccupati per il MON863, che si è dimostrato pericoloso per la salute
nei ratti.
Credo che i cittadini europei si troveranno a fare da cavie,
visto che ci troviamo di fronte ad un sistema di autorizzazione degli
Ogm inaffidabile e scarsamente trasparente. La procedura autorizzativi
europea degli Ogm e l'operato dell'Efsa fanno acqua da tutte le parti
ed il caso del MON863 ne è una chiara dimostrazione" commenta Federica
Ferrario, responsabile Ogm di Greenpeace.
CIA: l’autorizzazione della Commissione denota la mancanza di coerenza e confusione nell’Ue sugli OGM
La
Cia esprime contrarietà al “via libera” al commercio di tre nuovi mais
geneticamente modificati. E’ indispensabile di fare massima chiarezza
su questa delicata questione.
Il “via libera” dato dalla
Commissione Ue a tre nuovi mais Ogm, anche per l’alimentazione umana,
conferma per l’ennesima volta la mancanza di una linea di condotta
coerente tra le istituzioni comunitarie su questo particolare tema. E
ciò rischia di creare confusione sia tra i consumatori che tra i
produttori agricoli. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione
italiana agricoltori la quale ribadisce che su un argomento di così
rilevante importanza continua ad esserci un atteggiamento poco chiaro
che può generare ulteriori problemi.
Da parte sua, la Cia riafferma con
estrema decisione l’esigenza del concreto rispetto del principio di
precauzione, che gli Ogm non servono assolutamente all’agricoltura
italiana e che è quanto mai opportuno evitare atteggiamenti
contraddittori e privi di una precisa posizione
strategica.
Per questo motivo la Cia auspica
che il dibattito, previsto nel semestre di presidenza Ue austriaca
sulla questione degli Ogm, possa essere l’occasione per fare chiarezza,
oltre che sul tema della coesistenza, anche sulle procedure attualmente
vigenti per l’autorizzazione al commercio di prodotti geneticamente
modificati sia per l’alimentazione umana che animale.
Agi, 13 gennaio 2006
Greenpeace, 13 gennaio 2006
Cia, 13 gennaio 2006
preso da : greenplanet.net
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