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Anche per quest'anno l'uomo ha finito le risorse del pianeta |
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Postato da Francesco Apruzzese
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martedì 16 ottobre 2007 |
L'umanità è in bolletta. A inizio ottobre abbiamo già esaurito le risorse
ambientali che il pianeta è in grado di produrre nell’arco del 2007. Per
arrivare alla fine dell’anno sarà necessario rimpinguare il nostro debito con la
natura, un problema che continuiamo a rimandare alle generazioni future.
Secondo le ricerche del Global Footprint
network, la Rete mondiale dell’impronta ecologica, e dell'inglese New
economic foundation, quest’anno l’Ecological Debt Day, il giorno in cui il
bilancio ambientale entra in rosso, è stato il 6 ottobre.
La data si sposta ogni anno più
indietro: nel 1996 il giorno in cui cominciava ad accumularsi il debito
ecologico cadeva alla metà di novembre (e l’umanità utilizzava già il 15% in più
delle risorse naturali disponibili annualmente).
Nel 2007 siamo andati
in rosso con oltre un mese di anticipo.
L’impronta ecologica è un
concetto ideato all’inizio dei Novanta da 2 ricercatori dell’Università canadese
British Columbia, M. Wackernagel (oggi direttore esecutivo del Global Footprint
network) e W. Rees. Si tratta di un indicatore sintetico di sostenibilità
ambientale. Misura infatti l’impatto che i consumi della popolazione esercitano
sull’area di riferimento.
Ogni spazio può contare su una superficie
totale di ecosistemi ecologicamente produttivi, terrestri e acquatici (foreste,
terre arabili, pascoli, aree marine produttive). La sostenibilità è garantita
soltanto se la produzione di tali ecosistemi è sufficiente a fornire tutte le
risorse utilizzate e ad assorbire tutte le emissioni prodotte. Ma dalla metà
degli Ottanta, a livello globale, la popolazione ha consumato risorse e prodotto
emissioni superiori a quelle assicurate dalle capacità del pianeta. Le
conseguenze più evidenti di tale processo sono il riscaldamento globale della
temperatura, la riduzione dello stock di pesce nei mari, la deforestazione e la
desertificazione dei suoli che stanno interessando ogni angolo della
Terra.
Il sovrasfruttamento ambientale è arrivato ormai al 30%:
consumiamo l’equivalente delle risorse generate da 1,3 pianeti Terra. I
risultati sono visibili anche in Italia: “abbiamo -spiega Simone Bastianoni,
professore all’Università di Siena e membro del Comitato degli standard del
Global Footprint network- un’impronta ecologica quasi doppia rispetto alla media
globale: se tutti gli abitanti della Terra avessero uno stile di vita pari a
quello italiano, servirebbero 2,3 pianeti per soddisfare i consumi della
popolazione mondiale”.
“Nel nostro Paese -aggiunge il dottor Lorenzo
Bono dell’istituto di ricerca Ambiente Italia, una delle 78 organizzazioni
partner del GF network- il territorio urbanizzato è cresciuto del 6% in dieci
anni e si contano 39 specie animali e vegetali a rischio di
estinzione”.
Per raccontarla con le parole di Wackernagel, oggi
“l’umanità sta vivendo oltre i limiti della sua carta di credito ecologica. Così
come spendere più soldi di quanto hai depositato in banca porta ad accumulare un
debito finanziario, allo stesso modo utilizzare più risorse di quelle che il
pianeta riesce a ricreare ogni anno porta ad accumulare un debito ecologico.
Questo comportamento può andare avanti per un breve periodo ma alla lunga porta
all’esaurimento delle risorse fondamentali”.
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