
Secondo Paul Hellyer, ex ministro della difesa canadese,
le armi che gli Stati Uniti dispiegheranno nello spazio saranno rivolte
anche contro visitatori alieni. Sconfitto il Male sulla Terra, sarà la
volta dei “ bad guys” dall’oltrespazio?
di Gabriele Garibaldi (10 novembre 2005)

Paul Hellyer alla “Toronto
Exopolitics Conference” del settembre 2005 Paul Hellyer, ex ministro della difesa canadese, ha dichiarato
durante il recente “2005 Toronto Exopolitics Symposium” che gli Ufo esistono
veramente e che le armi spaziali che gli Stati Uniti stanno sviluppando
saranno dirette contro astronavi aliene che vorranno entrare nell’atmosfera
terrestre. L’armamento vero e proprio dello spazio sarà un pericolo non
solo per i terrestri, ma anche per gli incauti “visitatori” che, dopo
un viaggetto di qualche anno luce, non si fossero informati dell’animo
pistolero dell’indiscussa Potenza spaziale terrestre.“Exopolitics”, “esopolitica”,
è un nuovo termine usato per descrivere lo studio delle politiche del
contatto extraterrestre (quando si dice che la realtà supera la fantasia…)
ed è solitamente discussa negli ambienti ufologici e tra chi dà per scontata
l’esistenza degli Ufo come veicoli spaziali guidati da esseri provenienti
da altri pianeti – pianeti di altri sistemi solari di questa se non altre
galassie, si deve supporre, se si esclude la possibilità che vengano da
Marte o da qualche luna di Giove come nella fantascienza anni ‘50...
La sparata di Paul Hellyer, 82enne, ha ottenuto in Canada
l’eco mediatica di cui può godere un politico di lungo corso, ed ha stimolato
l’interesse e la reazione del pubblico, soprattutto tra chi si interessa
di Ufo. Ansiosi di ottener credito, quest’ultimi non hanno mancato di
sottolineare l’importanza dei suoi passati incarichi politici, anche se
l’ex ministro della difesa ha affermato di non essersi occupato di Ufo
durante il suo dicastero e di essersi convinto della loro esistenza solo
ultimamente.
Mr. Hellyer è in politica dal 1949, quando fu eletto
tra le fila del partito liberale come il più giovane deputato del Parlamento
canadese. Vice-ministro della difesa nel Gabinetto del Primo ministro
Louis Saint-Laurent, nella metà degli anni ’60 è stato ministro della
difesa nel governo Pearson e ministro dei trasporti nel governo Trudeau.
La principale e controversa eredità del suo dicastero è l’integrazione
e l’unificazione dell’esercito, della marina e dell’aereonautica canadesi
in una singola organizzazione, le “Canadian Forces”. Dimessosi
dalla carica a causa di incomprensioni con Trudeau, Hellyer è stato un
parlamentare indipendente finché non ha fondato un nuovo partito, l’Action
Canada Party, prima di passare al Progressive Conservative Party. Uscito
da quest’ultimo per riunirsi ai Liberals, nel 1995 ha creato il Canadian Action Party .
Di sentimenti anti-USA per la “minaccia” che quest’ultimi
pongono alla sovranità canadese tramite la loro influenza politica ed
economica, questo girovago della politica è una delle molte personalità
di spicco che si sono opposte alla partecipazione canadese al “National
Missile Defense program” propugnato dall’amministrazione Bush dopo aver
stracciato il trattato ABM – il rigetto dell’NMD da parte canadese è la
prima causa del forte raffreddamento delle relazioni tra Washington e
Ottawa- e che chiedono di bandire le armi nello spazio.
E’ in questo quadro di azione politica che Hellyer
si è convinto dell’esistenza degli Ufo ed ha deciso di cavalcare la teoria
secondo la quale gli Stati Uniti stanno studiando sistemi di armamento
spaziale al fine di colpire gli Ufo che sconfinano nell’atmosfera terrestre.
“ I
believe that UFOs are real”, ha dichiarato al “Toronto Star” prima
del suo intervento al “Symposium” di esopolitica.<“I’ll talk about that
a little bit and a bit about the fantastic cover-up of the United States
government and also a little bit of the fallout from the wreckage, by
that I mean the material discoveries we have made and how they've been
applied to our technology”, ha aggiunto, in pieno stile X-Files 1a serie,
riferendosi alla congiura del silenzio del Governo americano sul caso
Roswell. A chi gli ha fatto notare che la sua partecipazione
alla conferenza avrebbe rasentato il ridicolo, Hellyer ha risposto che
ci si è abituato nella sua camaleontica vita politica. Il rischio, però,
è che l’opinione pubblica canadese non prenda sul serio neanche l’armamento
(“weaponization”) dello spazio, che il Pentagono ha teorizzato negli ultimi
dieci anni come la misura estrema per impedire che il primato spaziale
statunitense sia messo in discussione.
Dopo il crollo dell’URSS, lo spazio è rimasto, in termini
militari, di dominio americano. Ed è proprio nello spazio che, secondo
lo US Space Command, gli Usa potranno perfezionare la “Full Spectrum Dominance”
-cioè il dominio militare su scala planetaria, consistente nell’insieme
di deterrenza, controllo e capacità di proiezione militare unilaterale
in tutti i possibili campi di battaglia- escludendone, se necessario,
altri Paesi. Il “the Ultimate High Ground: Next Steps in the Military
Uses of Space” -documento divulgato all’inizio del 2003 dalla Rand Corporation-
proclama la necessità per gli Stati Uniti di “ensure our continued access
to space and deny space to others, if necessary”, espressione che non
fa che riprendere quelle presenti nei piani strategici dell’US Space Command
e che fa implicito riferimento alla Cina.
“Negare lo spazio ad altri”, tramite il dispiegamento
di armi nello spazio, è, quindi, la misura estrema per impedire che la
Superpotenza nascente reclami il suo posto al sole e intacchi l’unico
santuario del primato statunitense che è rimasto intatto. Con queste premesse,
si può prevedere che la sfida nello spazio tra Usa e Cina supererà quanto
finora conosciuto circa l’utilizzo strategico-militare dello spazio (satelliti
spia) per andare rapidamente verso la “weaponization” vera e propria dello
stesso (tecnicamente realtà, e proprio per questo considerata inevitabile)
a scopo sia difensivo che offensivo (due ambiti che si confondono e, visto
l’obiettivo finale di “negare lo spazio agli altri”, vedono il
secondo prevalere nettamente sul primo).
Se circa il carattere della politica spaziale della
Cina non si hanno elementi certi (a parte le dichiarazioni di condanna
in sede ONU della “weaponization” dello spazio e della corsa all’armamento
che essa comporterà) per quanto concerne gli Stati Uniti si può tranquillamente
affermare che essi sono risoluti a mantenere con ogni mezzo la propria
leadership spaziale, chiave di volta della supremazia militare terrestre.
La relazione tra la dimensione spaziale e la dimensione imperiale (con
accenti quasi da “manifest destiny”) degli Usa, è suggellata dalle conclusioni
di un libro scritto nel 1996 dagli “arms experts” George and Meredith Friedman:
come l’Europa ha dominato e dato forma al mondo per circa 500 anni dominando
gli oceani con le sue flotte, “così anche gli Stati Uniti daranno forma
al mondo” -cioè imporranno il loro ordine- “per almeno la stessa lunghezza
di tempo” dominando lo spazio. Cinesi e Vogon, siete avvertiti.

Terrestri, "Resistere è inutile!"
http://it.wikipedia.org/wiki/Vogon
Per saperne
di più:
“L’imperialismo
spaziale, chiave del New American Century”, Giano n.45,
dicembre 2003
“Un dragone
nello Spazio”, Limes 5/2004
preso da: www.canisciolti.info
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