Ma facciamo un passo indietro di qualche anno.Allende vince le elezioni
presidenziali il 5 settembre del 1970. E' alla guida di una coalizione di
sinistra, la Unidad Popolar, che batte per pochi voti il candidato della destra
Jorge Alessandri. E' il primo governo di sinistra democraticamente eletto in
Sudamerica. Il programma di Allende si basa sulla nazionalizzazione
dell'economia, ma gli Stati Uniti, che in Cile hanno interessi legati
principalmente alla produzione di rame, non restano a guardare.
Nell'ottobre del 1971 gli investimenti sono in caduta libera, così come il
prezzo del rame, a causa della negativa congiuntura internazionale e delle
pressioni americane. Il sistema bancario internazionale chiude le linee di
credito e il governo si trova ad essere proprietario di molte aziende che non
riesce a far funzionare. Il quadro economico peggiora e molti esponenti della
borghesia lasciano il paese.
Nel Natale del 1971, le donne dei ceti medi danno vita a quella che viene
chiamata la "protesta delle casseruole" e nell'agosto del '72 i camionisti
entrano in sciopero, paralizzando il paese. E' l'inizio di una serie di
agitazioni che mette in ginocchio il Cile. Allende prova a correre ai ripari
cercando alleati. Tra questi individua il generale dell'esercito Augusto
Pinochet, e gli affida il comando delle forze armate. Ma, nell'estate del '73 i
militari stanno preparando il golpe.
L'11 settembre i carri armati e l'aviazione attaccano il palazzo
presidenziale della Moneda, in cui è asserragliato Allende. Il presidente prova
inutilmente a collegarsi con Pinochet, senza sapere che il generale è a capo dei
golpisti. Gli viene data la possibilità di arrendersi, ma rifiuta. Alla fine,
vistosi perduto, si uccide con un colpo di pistola.
Prima di morire Allende pronuncia, tramite i microfoni di Radio Magallanes,
il suo ultimo discorso dal Palazzo della Moneda:
"Certamente Radio Magallanes sarà messa a tacere e il timbro tranquillo della
mia voce non vi giungerà. Non importa. Continuerete a sentirlo. Sarà sempre
accanto a voi. Almeno il mio ricordo sarà quello di un uomo degno, che fu leale
alla lealtà dei lavoratori...
Hanno la forza, potranno soggiogarvi, ma non
si arrestano i processi sociali né col delitto né con la forza. La storia è
nostra e la fanno i popoli...
Lavoratori della mia terra: ho fede nel Cile e
nel suo destino. Altri uomini supereranno questo momento grigio e amaro in cui
il tradimento pretende di imporsi. Resistete sapendo che presto si apriranno le
grandi strade da cui passerà l'uomo libero per costruire una società
migliore.
Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori!"
(Salvador Allende - martedì 11 settembre 1973 - ultimo discorso dal Palazzo
della Moneda)
di: Alessia Mendozzi - da: peacelink.org