da Aprileonline
Alla 43 votazione, è ancora fumata nera in Commissione di vigilanza. berlusconi,
in un intervista al Corsera, getta la maschera e dice di essere pronto "ad
andare da solo".
Nella stessa intervista, oltre a stracciare l'intesa
istituzionale in materia di Vigilanza, il premier annuncia anche che intende
espellere dalla tv pubblica tutti gli autori e tutti i temi a lui non
graditi.
Ancora una volta fumata nera (numero 43) in commissione Vigilanza Rai. Questa
mattina il centrodestra ha fatto mancare il numero legale e il Partito
democratico è rimasto compatto in difesa del suo candidato, il dipietrista
Leoluca Orlando, a presidente della presidenza (con l'eccezione del democrat
Marco Follini e quella dell'ulivista Franco Monaco, che pur polemizzando con
l'ex segretario centrista rileva come la situazione vada "sbloccata, ma non
senza un'intesa tra Pd e Idv"). Nelle prossime ore è prevista una riunione dei
membri della Vigilanza appartenenti all'opposizione alla quale parteciperanno
anche i capigruppo di Camera e Senato, Antonello Soro e Anna Finocchiaro per
valutare, tra l'altro, le affermazioni del premier. La riunione "servirà per una
valutazione a mente fredda della vicenda", spiega il capogruppo del Pd nella
bicamerale, Fabrizio Morri. Se da questa riunione possa uscire un cambiamento di
'cavallo' per la presidenza rispetto al candidato attuale, Morri non lo dice:
"E' una questione che non abbiamo mai affrontato. Entriamo in riunione - spiega
ancora Morri - con il candidato per il quale abbiamo votato quasi 50 volte. Noi
abbiamo tenuto ferma questa posizione per tutto questo tempo, la maggioranza
dice che dobbiamo cambiare. Entriamo in riunione con questi presupposti, poi
vedremo'.
Quanto all'ipotesi che il Pd possa valutare un nome proposto dalla
maggioranza per la candidatura a presidente della Vigilanza, Morri spiega: "Non
spetta a loro fare una proposta ma all'opposizione".
Silvio Berlusconi, in un colloquio con il Corriere della Sera ha
annunciato di essere pronto ad "andare avanti con altre persone". "Anche oggi
hanno detto di no a un cambiamento di candidatura. Io credo che adesso - ha
aggiunto - prenderemo una nostra posizione.
Domani (oggi, ndr) ho un incontro
veloce coi capigruppo per prendere una decisione". Per andare da soli? "Sì
appunto, appunto. Non c'è nessuno impegno di legge, a un certo momento...
Abbiamo aspettato tre mesi, quattro mesi, ho perso il conto del tempo che è
passato. Non ci danno una persona che possiamo ritenere in alcun modo valida
come garanzia di equidistanza. A questo punto andiamo avanti con persone
diverse".
Le affermazioni del premier confermano i boatos provenienti dalla
maggioranza: "Le acque stanno cominciando a smuoversi". Insomma, si sta
"entrando in una fase nuova" che a breve potrebbe emergere compiutamente.
Le
regole per l'elezione del presidente della Vigilanza prevedono per i primi due
scrutini il quorum dei tre quinti dei componenti. La maggioranza può contare su
22 voti rispetto ai 40 del plenum, dunque né al primo colpo né al secondo
potrebbe eleggere il presidente da sola. Mentre al terzo scrutinio, con un
quorum abbassato alla maggioranza assoluta dei componenti, il centrodestra
potrebbe farcela da solo.
"Bisogna dare carinamente atto a Silvio Berlusconi di avere definitivamente
gettato la maschera e di aver annunciato che in materia di tv intende
ulteriormente estendere il suo conflitto di interessi e prendersi tutto: dalla
Vigilanza alla Rai. Nella intervista, concessa al Corriere della Sera,
non solo il presidente del Consiglio straccia l'intesa istituzionale in materia
di Vigilanza ma annuncia anche che intende espellere dalla tv pubblica tutti gli
autori e tutti i temi a lui non graditi. Si tratta di un preannuncio di polo
unico radiotelevisivo, per altro già reclamato da Licio Gelli nel suo piano di
rinascita nazionale".
Lo afferma il portavoce dell'associazione Articolo21,
Giuseppe Giulietti, aggiungendo che "le autorità istituzionali e di garanzia
hanno il dovere di far sentire la loro voce e di contrastare un piano che si
pone in aperto contrasto con i valori fondamentali della Carta Costituzionale".
Che sulla Vigilanza qualcosa si muova è testimoniato dai timori del
dipietrista Massimo Donadi, che mette nel mirino il radicale del Pd Marco
Beltrandi: "Anche a noi arrivano notizie secondo cui Beltrandi potrebbe essere
eletto dalla maggioranza. Lui del resto non ha mai detto che in tal caso si
dimetterebbe". Pur polemizzando col centrodestra e i suoi conflitti d'interessi,
il democrat Roberto Cuillo sembra parlare soprattutto all'opposizione
nell'avvertire che "serve un atto di responsabilità dei partiti. Tutti debbono
sapere che, continuando così, si rischia di arrecare danni gravissimi alla Rai,
ovverosia alla più grande industria culturale del paese". Insomma, la situazione
va sbloccata. Ne è convinto anche Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc. Il quale da
un lato annuncia che i centristi coerentemente continueranno a votare per
Orlando, ma al contempo esorta il Pd a trovare una soluzione "visto che è il
partito più grande dell'opposizione - se ne faccia dunque carico. Così come per
la Corte Costituzionale ci auguriamo che la situazione si sblocchi, auspichiamo
in settimana".
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