Sull’uscita della gelmini, che ha denunciato l’esistenza in italia
di 37 corsi di laurea con un solo studente, scrivevo ieri che forse una
ministra farebbe meglio a lavorarci, su questo tipo di problemi,
anzichè andare in televisione a denunciarli come se fosse un’inviata di
striscia la notizia.
Ora però il mistero è chiarito, Mentana ha mandato i suoi inviati di
matrix nelle università dove si sarebbero tenuti i corsi con un solo
studente e ha scoperto che:
- I corsi denunciati come monostudenti hanno invece un numero regolare di studenti, intorno ai 50 e oltre;
- l’equivoco nasce da tabulati provvisori del ministero, dove il
sistema informatico inseriva il numero 1 in attesa di ricevere i dati
completi dei nuovi corsi;
- la notizia bufala è stata inserita per la prima volta alcuni anni
fa nel famoso libro ‘La casta’ di Stella e Rizzo, basata appunto sul
tabulato provvisorio, e da allora è stata ripresa decine di volte da
tutti i giornali, ogni volta come se fosse una novità assoluta.
Ecco quindi chiarito come ha avuto l’informazione sui 37 corsi la
ministra gelmini, che ne ha dato notizia in forma ufficiale in
conferenza stampa, in piedi alla destra del premier silvio berlusconi.
L’ha letta su un giornale che aveva evidentemente ripreso una notizia
vecchia di qualche anno e anche fasulla, spacciandola per nuova. Ci ha
creduto e ha pensato di rilanciarla per giustificare i tagli.
Tutto ciò è fantastico. No, di più, è simbolico. E’ molto simbolico. E’ un cerchio che si chiude.
La ministra, a capo del ministero della Pubblica Istruzione, per
sapere cosa succede nelle Università raccoglie informazioni dai
giornali.
I giornalisti, per scrivere articoli sulla scuola, raccolgono
informazioni dai vecchi libri e le riciclicano come se fossero scoop
sensazionali.
Gli autori della Casta, spiace anche per loro, hanno raccolto le
informazioni dal ministero ma non si sono preoccupati minimamente di
verificare la notizia, che doveva apparire evidentemente strana.
E così il ministero stampa un tabulato sbagliato, gli autori di un
libro di denuncia lo prendono per buono e danno la notizia choc, negli
anni successivi i giornalisti pigri riciclano la bufala enne volte e
infine la ministra gelmini, che evidentemente apprende dai giornali
come vanno le cose nella scuola italiana, se la beve anche lei e va in
televisione a denunciare il fatto come una vera vergogna.
E pensare che verificare la fonte era solo questione di mandare una
persona nelle università a vedere come stavano le cose, come ha
dimostrato Mentana a Matrix. Era facile.
Non ci voleva molto ma non l’ha fatto nessuno. Perchè? Perchè così vanno le cose.
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