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In questi giorni c’è un continuo via vai di politici, per lo più del centrodestra, che d’innanzi ad ogni telecamera e giornalista munito di microfono ripetono copiosamente come automi la frase più in voga della settimana in merito all’imminente approvazione dello scudo fiscale: «
Lo fanno in tutto il mondo». Un’affermazione questa che potrebbe entrare facilmente nella lunga lista delle false verità che il cittadino italiano deve sorbirsi da anni, ma anche se realmente tutto il mondo facesse una cosa simile, la scusa del “così fan tutti” non è una prospettiva di governo. Come già spiegato precedentemente (
1 e
2) la legge che si applicherà in Italia sarà ben diversa da quella degli altri paesi. Uno dei punti cardine è l’aliquota che il contribuente e di conseguenza
ex evasore dovrà pagare allo stato.
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«Ci vorrebbe qualcuno avvezzo a complicate missioni diplomatiche per mettere d’accordo il Tremonti A, moralista e filosofo dell’economia, ispirato lettore dell’Enciclica Caritas in veritate, con il Tremonti B, manovratore di scudi fiscali e furbetto del governino. Quello che ora gli ispira un provvedimento che, combinato con l’emendamento proposto dal suo compagno di partito Salvo Fleres, finisce col perdonare reati come il falso in bilancio e la fatturazione falsa, le false comunicazioni sociali e la distruzione di documenti contabili».
Una domanda dopo tutte queste dichiarazione dovremmo comunque porcela. Chi ci guadagna realmente da questa nuova operazione?