Fahrenheit 29/10 - La verità su piazza Navona
di Redazione inErba www.inerba.org (si autorizza la pubblicazione delle foto allegate)

Da giorni ormai non si parla d'altro, come se l'Onda fosse solo lo scontro di Piazza Navona. Come se, davvero, gli studenti non fossero altro che i leggendari “facinorosi di estrema sinistra” come ama definirli il premier Berlusconi.

Ora si dice che “i ragazzi dei centri sociali” siano stati i provocatori di tutto... ma chi sono i ragazzi dei centri sociali?

In piazza Navona, il 29 ottobre 2008, non c'erano i ragazzi dei centri sociali, c'erano solo persone che, a prescindere dal loro pensiero politico, erano essenzialmente studenti. E poi c'erano i facinorosi, sì, quelli di estrema destra! Quelli che, prima con cinture, poi con spranghe, hanno picchiato brutalmente chi, lì, manifestava pacificamente il proprio dissenso.

Ore 10.45 L'istruzione italiana muore sotto gli attacchi ripetuti del governo in carica. Fuori dal Senato tanti giovani studenti medi urlano “Buffoni, buffoni”.

Poi l'intervento di Anna Finocchiaro del Partito Democratico. In pochi riescono a sentire cosa la Senatrice tentava di dire perché, nonostante le esortazioni al silenzio, le grida furibonde degli studenti non riuscivano a fermarsi.

Dopodiché alcuni continuano a gridare sotto le finestre di Palazzo Madama mentre i più si disperdono nella piazza, con l'aria chi, per ora, ha perso. Cosa fare ora? Come continuare la giornata di mobilitazione? Queste sono le domande che tanti giovani si pongono.


Ore 11.15 Sono passati solo trenta minuti dall'approvazione del decreto, in piazza manca ancora il corteo de La Sapienza. Chi non manca, però, è il Blocco Studentesco, movimento legato a Casa Pound, centro sociale di estrema destra.

Sorprendendo tutti, i ragazzi del Blocco scendono dal loro furgone e si fanno largo nella piazza, colpendo i manifestanti, prima con cinture di cuoio, poi con bastoni e spranghe tricolore.

Un ragazzo è accerchiato, in molti lo picchiano con le spranghe nell'indifferenza della polizia e nella paura generale.

Il ragazzo, a terra in posizione fetale, non può far altro che difendersi la testa con le mani ma questo non impedirà al nutrito gruppetto di picchiatori di fargli veramente male.

Gettato da una parte, dopo il pestaggio, il suo sangue bagna Piazza Navona.  Il sangue di un ragazzo né rosso né nero, ma solo studente che ha avuto la forza di resistere a chi la politica la fa e con la violenza.

Poco dopo arrivano, finalmente, i giovani de La Sapienza che, con le mani in alto, senza nessuna arma, si dirigono verso il lato della piazza nel quale il furgone di Blocco Studentesco si era rintanato sfruttando il passaggio di un'ambulanza. Piovono oggetti dal cielo. Qualcuno si ritrova con la testa divisa a metà.

A questo punto non c'è più niente da raccontare, le immagini di mazze tricolore che picchiano e di sedie che volano le ha viste tutta la penisola. In qualche modo gli studenti dovevano pur difendersi. La loro unica colpa è, forse, quella di aver utilizzato, a tale scopo, sedie che appartenevano a qualcun altro.

per scaricare le foto: http://www.inerba.org/downloads/fatti-piazza-Navona.zip

Articolo completo su: http://www.inerba.org/Diritti-Civili/La-verita-di-piazza-Navona.html





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